La pizza napoletana è patrimonio dell'umanità.

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La pizza napoletana è patrimonio dell'umanità. A dichiaralo è il dodicesimo Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco che ha valutato molto positivamente la candidatura italiana. 

Per l'Unesco il know - how culinario legato alla produzione della pizza comprendente gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto, esibirsi e condividere stati d'animo ed emozioni, rappresenta un indiscutibile patrimonio culturale.

I pizzaioli e i loro ospiti sono impegnati in un vero e proprio rito sociale, in cui il bancone e il forno a legna fungono da "palcoscenico" durante il processo di lavorazione e preparazione della pizza. 

Ogni giorno i maestri pizzaioli italiani sfornano 8 milioni di pezzi, quasi 192 milioni di pizze al mese, per un giro d'affari di oltre 12 miliardi di euro.

Per quattro consumatori su dieci è l'abilità delle loro mani a fare davvero una pizza di qualità, a partire dall'utilizzo di ingredienti poveri come l'acqua e la farina.

Il segreto sta poi nella cura con cui vine lavorato l'impasto, un'arte spesso tramandata di generazione in generazione. L'affetto degli italiani per la pizza è dimostrato anche dal loro consumo; in media mangiamo 7,6 chili di pizza ogni anno, circa 38 pizze napoletane a testa. 

Oggi la principale minaccia per questo alimento è rappresentata dal suo enorme successo nel mondo che la rende esposta a contraffazioni alimentari e alle agro - piraterie

Uno degli obiettivi rimarcati nella petizione presentata dall'Italia all'Unesco è prevenire e combattere la sua contraffazione per una maggiore tutela del consumatore finale, a cui devono essere garantiti materie prime di alta qualità provenienti dall'agricoltura italiana, a tutela dell'economia del nostro Paese per la quale la pizza vale circa 200 mila posti di lavoro. 

 

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Le abitudini degli italiani al ristorante.

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Secondo una recente indagine Doxa, commissionata da Groupon, gli italiani hanno dichiarato di uscire a pranzare o cenare in media cinque volte al mese; otto italiani su 10 consumano un pasto fuori casa almeno una volta al mese e di questi 8 il 57% esce una volta alla settimana.

Il target più giovane della popolazione dai 18 ai 34 anni, registra una media di uscite in un ristorante leggermente più alta, superando le sei volte al mese. 

Veneti e lombardi sono i meno avvezzi a consumare cibo fuori dalle proprie mura domestiche, mentre la Toscana e la Sicilia sono le due regioni che amano di più uscire e recarsi in un ristorante o locale pubblico. Le uscite si verificano in prevalenza nel fine settimana ma anche il mercoledì riscuote un notevole successo soprattutto dalla fascia più giovane che sfrutta questa giornata per spezzare un po' la routine di vita settimanale.

Tra i piatti preferiti e più ordinati troviamo al primo posto la pizza, seguita dalla cucina mediterranea, dal locale che propone cucina casalinga e infine i piatti della cucina etnica.

Da questa ricerca si evince che la cucina internazionale è apprezzata molto di più al Nord rispetto alle regioni del sud Italia, dove al quarto posto si trovano le hamburgherie, i locali di street food e da aperitivo.

La scusa più gettonata dagli intervistati per recarsi in un ristorante è legata soprattutto allo stare in compagnia e rilassarsi un po' senza dover per forza di cose cucinare, segue il sentirsi bene, staccare la spina, cambiare aria e spezzare la routine. Al terzo posto della classifica si piazza il mangiare cose buone che non posso o che non voglio prepararmi a casa.

I consumatori di locali della ristorazione italiana sentono anche il piacere di parlare dell'esperienza di cibo vissuta, dichiarando di condividere con gli altri la propria esperienza vissuta tramite il passaparola o i social media. Fra coloro che preferiscono raccontare la loro esperienza, il 62% della popolazione intervistata preferisce ancora parlare a voce, mentre il 49 % utilizza le piattaforme di recensione del mondo food e il 29% utilizza Facebook, Twitter, Instagram e Whatsapp.

Il racconto si concentra soprattutto sulla qualità del cibo e del servizio ricevuto, ma anche sui prezzi e pulizia del locale. 

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Pizza, business made in Italy

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Il piatto tricolore più famoso nel mondo ogni anno "sforna" numeri da capogiro: 56 milioni di pizze vendute alla settimana, quasi 3 miliardi all'anno. 

A tanto ammonta il consumo di quello che forse è il piatto italiano più tipico e noto anche all'estero: la pizza tradizionale, servita nel piatto e consumata in una pizzeria. Senza dimenticare però che esistono anche le pizzerie d'asporto o al taglio e le pizze surgelate che si acquistano nei supermercati della GDO (il peso del comparto sul totale surgelati raggiunge l'11% e fa registrare una quota di penetrazione assoluta intorno al 63%).

Gli acquisti domestici di pizza vedono il prodotto surgelato al primo posto, segno di quanto la crisi economica abbia inciso perfino sulla tradizione gastronomica italiana per eccellenza.

Una recente indagine Doxa / Assobirra evidenzia che per il 63% degli italiani la pizza rappresenta un piatto unico, mentre il restante 37% lo accompagna ad un antipasto (17%) o ad un dessert (18%). 

Quali sono le pizze più ordinate dagli Italiani?

Un italiano su due predilige la classica Pizza Margherita, con mozzarella fior di latte o di bufala. Seguono la Napoletana e la Diavola, la Capricciosa e la Prosciutto e Funghi.

Il 57% degli italiani preferisce cambiare sapori e condimenti, con un occhio sempre attento alla qualità degli ingredienti.

Qualità che chi consuma la pizza collega in gran parte alla mozzarella utilizzata (53%) e alla ottimale lievitazione (49%). 

Tra gli altri ingredienti responsabili della bontà di questo piatto, rientrano i pomodori (43%), la farina (41%), la buona cottura (42%) e l'abilità del pizzaiolo (39%).

Quante pizzerie sono presenti oggi in Italia?

In Italia ci sono 42 mila pizzerie, quelle d'asporto sono 21 mila e contano circa 100 mila addetti. Di questi, 65 mila sono italiani, 20 mila egiziani, 10 mila marocchini e 5 mila dell'Est Europa.

Al fianco delle 62 mila pizzerie ci sono inoltre 69 mila ristoranti tradizionali, 6.500 ristoranti top e 5 mila facenti capo alla categoria all'avanguardia.

Quanto costa in media mangiare una pizza in Italia e in Provincia di Belluno?

Mangiare una pizza costa poco. Questo anche a Belluno. Anzi, per essere ancora più precisi, costa meno mangiarla in una pizzeria Bellunese che in altre parti dello Stivale.

Secondo una recente indagine condotta da Napoli Pizza Village, il costo medio di una Pizza Margherita e di una bibita è di 9,22 Euro. 

Ovviamente a Napoli il prezzo medio resta sotto i 9 Euro e arriva attorno ai 6,73 Euro.

E a Belluno? Nella nostra provincia dolomitica la pizza costa meno rispetto alla media italiana. Tanto che Belluno risulta tra le 20 provincie italiane per economicità della pizza. 

Tra le Dolomiti e il Piave sono sufficienti in media 8,15 Euro per una margherita e una bibita. Ovviamente, stiamo parlando di cifre medie. 

 

 

 

 

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Al Cortile Grill House è arrivata la pizza!

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Ristorante o Pizzeria?

Qualunque sia la tua scelta, noi siamo la soluzione!

"Al Cortile" Ristorante Grill House è il punto riferimento per tutti coloro che, per lavoro o svago, cercano un locale confortevole, piacevole ed unico, per un pranzo o una cena all'insegna del buon gusto e della tradizione.

La nostra offerta gastronomica si basa su un'attenta ricerca e selezione delle migliori materie prime e sulla realizzazione di una cucina tradizionale di elevata qualità. 

La gestione familiare del ristorante lo rende il luogo ideale per una sana aggregazione che ti farà sentire come se fossi a casa, permettendoti di trascorrere un piacevole momento di relax e svago all'insegna del buon cibo e del buon vino.

Con l'inserimento nel nostro menù della PIZZA (anche da asporto), l'offerta gastronomica è davvero ricca e completa.

Anche per la nostra pizzeria il must è l'accurata selezione delle materie prime. La farina, il pomodoro e la mozzarella rappresentano l'anima della pizza e come tale la caratterizzano e la identificano.

La nostra esperienza nella preparazione dell'impasto e nella corretta gestione del forno a legna, ci permettono di poter servire ai Clienti una pizza unica per gusto, fragranza, sottile e croccante, a basso contenuto calorico e di facile digeribilità. Un piatto unico, ideale per tutte le diete! 

"Lasciati andare e riscopri il piacere di sederti a tavola: nel nostro ristorante & pizzeria gusterai la tua pizza migliore!". 

Per info e prenotazioni, chiamateci al 328 754 2227 oppure scriveteci a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

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10 consigli per una buona pizza.

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La pizza è uno degli alimenti più noti e amati al mondo, simbolo per eccellenza del made in Italy e vessillo della cultura gastronomica partenopea.

Oggi vi spieghiamo quali sono gli ingredienti e i segreti del mestiere per una buona pizza. 

L'acqua: occhio alla sua durezza.

L'acqua deve essere moderatamente dura per garantire una buona compattezza dell'impasto. La durezza dell'acqua dipende dalla quantità di sali di calcio e di magnesio. Se quella di casa è troppo dolce, meglio utilizzare quella minerale in bottiglia.

L'acqua per impastare la pizza deve essere tiepida, al di sotto dei 20°C. La sua temperatura non deve essere troppo alta, altrimenti si inibisce l'azione del lievito.

Lievito: meglio quello di birra.

Il consiglio che vi diamo è quello di usare il lievito di birra fresco. Durante la preparazione dell'impasto della pizza bisogna fare attenzione a non mescolare il lievito con il sale. Questo inibisce la lievitazione: meglio metterne sempre un po', oltre che per il sapore, anche per dare più consistenza all'impasto.

Meglio optare per quello iodato, sciogliendolo in acqua e aggiungendolo gradualmente durante la lavorazione degli ingredienti.

La manualità: gesti sicuri e precisi.

Gli ingredienti vanno mescolati bene e poi il composto va lavorato energicamente per ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi. Al momento di stendere l'impasto, evitate di usare il mattarello, ma usate le vostre mani con gesti decisi per allargare la pasta dal centro verso l'esterno.

Lievitazione senza troppa fretta. 

Una volta ottenuto l'impasto, dividetelo in panetti e fatelo riposare per prepararsi alla lievitazione vera e propria. Generalmente una lievitazione lunga e senza sbalzi di temperatura garantisce una buona crescita della pasta ed è uno dei segreti di una pizza soffice, croccante e digeribile.

Il forno e la cottura.

Il forno deve essere a legna. Un bravo pizzaiolo conosce il suo forno e vi distribuisce le pizze con vera maestria: la nuova pizza pronta da cuocere non deve essere posta nello stesso punto di quella appena sfornata perché il forno si sarà raffreddato.

Con la pala, le pizze vanno mosse e spostate. La temperatura del forno a legna deve essere di 400 gradi costanti. 

Il forno deve essere a legna. Un bravo pizzaiolo conosce il suo forno e vi distribuisce le pizze con vera maestria: la nuova pizza pronta da cuocere non deve essere posta nello stesso punto di quella appena sfornata perché il forno si sarà raffreddato.

Con la pala, le pizze vanno mosse e spostate. La temperatura del forno a legna deve essere di 400 gradi costanti. 

I pomodori.

Si devono usare pomodori pelati San Marzano a pezzetti.

La mozzarella.

Deve essere "fior di latte", non deve filtrare tanto e non deve essere troppo umida. La sua qualità gioca un ruolo molto importante: la necessità che non sia troppo bagnata è data pure dal fatto che se si aggiungono altri ingredienti, l'umidità dell'insieme cresce enormemente e la brevità della cottura non riesce ad eliminare questo eccesso di umidità compromettendo la croccantezza della pizza. 

L'olio.

L'olio deve essere extravergine d'oliva e ha una grande importanza sia come condimento in superficie, sia nella preparazione dell'impasto: migliora la consistenza del glutine e, avendo un punto di fumo più alto rispetto agli altri oli, migliora la cottura e non secca la pasta. 

Il diametro.

La misura standard oggi è sui 33 cm. Ma non è detto che una pizza più grande sia necessariamente più buona. 

Consigli per la pizza fatta in casa.

Vi consigliamo di usare poco lievito ma di allungare i tempi di lievitazione: per 1 Kg di farina, invece del cubetto da 42 grammi di lievito di birra, vi consigliamo 10 grammi di lievito preparando l'impasto la sera prima. 

A lievitazione avvenuta, conservatelo in frigo. 

  

 

 

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La Pizza, un alimento benefico per la salute.

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La pizza è uno dei cibi preferiti dagli italiani e, insieme alla pasta, rappresenta uno dei simboli della gastronomia made in Italy. 

Il termine "pizza" compare per la prima volta nel XVI secolo a Napoli per descrivere un particolare tipo di pane tipicamente schiacciato. Trattandosi di un alimento semplice e venduto per strada, per lungo tempo non fu considerato come una ricetta di cucina.

Nonostante il pomodoro fosse stato importato in Europa dalle Americhe nello stesso secolo, bisogna aspettare il 1700 per vederlo utilizzare come vero e proprio condimento di questo pane schiacciato, trasformandolo successivamente nella nota pizza rossa.

Con il passare del tempo, la pizza divenne una specialità locale. Proprio per la sua popolarità, nel giugno 1889, il cuoco Raffaele Esposito, scelse questo alimento per onorare la Regina d'Italia Margherita di Savoia.

Egli creò così la Pizza Margherita, condita con pomodori, mozzarella e basilico. La Margherita divenne presto il piatto preferito dalla Regina trasformando quello che era un piatto dei poveri in un piatto regale e in quello che oggi tutti conosciamo come Pizza.

Oggi la pizza è un alimento presente nelle tavole di tutte le regioni italiane. Dal punto di vista nutrizionale, è da considerarsi un piatto unico poichè contiene tutti i macronutrienti che dovrebbero essere assunti ad ogni pasto secondo una dieta equilibrata:

  • carboidrati;
  • proteine;
  • grassi;
  • oltre alle fibre.

La pasta, a base di farina di frumento (oggi anche di altri cereali come ad esempio il Kamut), fornisce i carboidrati fonte di energia a lento rilascio, per il nostro organismo.

La mozzarella è un formaggio fresco, ricco di proteine e calcio, minerale importante per il metabolismo osseo. 

L'olio d'oliva contiene i grassi monoinsaturi e la vitamina E, consigliati per la dieta mediterranea.

Il pomodoro fornisce fibre, vitamine ed antiossidanti in grado di ridurre i danni causati dai radicali liberi.

Il basilico è ricco di vitamine ed altri antiossidanti importanti per la salute del nostro organismo come la vitamina C. 

Una pizza di grandezza normale apporta mediamente 700 calorie dovute alla tanta farina necessaria, all'olio d'oliva e alla mozzarella.

Dal punto di vista nutrizionale, la pizza è un piatto non troppo equilibrato: la maggioranza dell'energia deriva dai carboidrati e dai grassi ma poca dalle proteine. 

Per garantire un loro corretto apporto, sarebbe bene integrarla o alternarla con ingredienti di origine animale (carne, pesce, uova).

Se invece si vuole insaporire e dare carattere a una pizza è sempre bene ricordare che è una preparazione già molto ricca di sale e quindi andrebbe farcita alternando pochi ingredienti.

Meglio evitare farciture ricche di sale come salame piccante, wurstel, patatine fritte.

Si consiglia di consumare la pizza una volta alla settimana preferendo condimenti molto semplici.

In Italia è tradizione mangiare la pizza fuori casa: in pizzeria occorre fare attenzione che la pizza non presenti parti bruciate ai bordi o sul fondo.

Le parti bruciate è bene evitarle perchè possono nuocere alla salute. 

Un consiglio per chi mangia la pizza fuori casa è quello di bere acqua per limitare la ritenzione idrica a volte causata dall'eccessiva presenza di sale nel suo condimento. 

 

 

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La storia della pizza.

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La pizza ha origini antichissime. Già 3.000 anni fa possiamo trovarla nell'antico Egitto: la popolazione era solita mangiare una schiacciatina per festeggiare il faraone.

In Grecia venivano mangiate focacce di vario tipo, mentre i romani erano soliti cucinare focacce di farro.

Il termine pizza deriverebbe da "pinsa", participio passato del verbo latino "pinsare", che significa pestare, schiacciare, il nome verrebbe quindi dalla sua forma.

La storia della pizza nasce a Napoli intorno al 1600, dall'innegabile ingegno culinario meridionale, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure nella versione più ricca, con caciocavallo e basilico.

Anche se ben presto l'olio si sostituì allo strutto, l'avvento della pizza moderna, avviene nel corso del Settecento con la scoperta del pomodoro. Importato dal Perù in Europa dai colonizzatori Spagnoli, fu adoperato prima come salsa cotta e successivamente utilizzato come condimento per la pizza. Dopo le iniziali diffidenze, il pomodoro fece il suo ingresso nella cucina italiana e, in particolare, in quella napoletana.

Nel Settecento la pizza a Napoli si mangia soprattutto per strada ed è preparata da umili venditori per una clientela altrettanto umile. Ha vantaggi insuperabili: è nutriente, appetitosa, costa poco per chi la vende e per chi la compra ed è pratica, rimanendo gradevolmente calda senza scottare, piegata in quattro "a libretto".

Dalla metà del Settecento, la pizza viene poi cucinata nei forni al legna delle botteghe (che fungono anche da abitazione) e venduta in banchi all'aperto o lungo le strade e i vincoli della città.

E' a cavallo fra settecento e ottocento che comincia ad affermarsi l'usanza di mangiare la pizza oltre che a casa o per strada, anche presso i forni in cui è preparata.

E' la nascita e la diffusione in Campania della pizzeria nella forma che oggi tutti conosciamo, con i suoi inconfondibili caratteri fisici ed ambientali: il forno a legna, il bancone di marmo dove viene preparata la pizza con gli ingredienti per la sua farcitura in bella mostra, i tavoli dove i clienti la gustano, l'esposizione esterna delle pizze da vendere ai passanti.

La prima pizzeria napoletana, la pizzeria Port'Alba, nacque nel 1830 ed è molto conosciuta ancora oggi. 

Incomincia l'era della pizza moderna: a Napoli e anche in America. Verso la fine dell'ottocento la pizza col pomodoro e la mozzarella arriva fino in America grazie agli italiani che emigrano a New York e viene fatta esattamente come come a Napoli. Dopo che i pizzaioli napoletani avevano diffuso svariate qualità di pizza tra la popolazione, si ha la sua approvazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli di Re Umberto I e della Regina Margherita.

La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo di quell'epoca, realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della Regina Margherita ed i cui colori richiamavano il tricolore italiano.

La sovrana apprezzò così tanto quest'ultima da volerne ringraziare ed elogiare il suo artefice per iscritto; l'unico modo per contraccambiare questo gesto da parte del pizzaiolo, fu quello di dare il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora ad oggi per tutti si chiama "Pizza Margherita". 

E' solo con il boom industriale degli anni 1960, dopo la seconda guerra mondiale, che la pizza lascia i confini dell'Italia meridionale per diffondersi nel resto della penisola italiana: nel triangolo Milano, Torino, Genova, migliaia di emigranti si spostano con le loro famiglie portando con sè i propri usi e costumi e i napoletani incominciarono a fare le prime pizze per i compaesani e via via, con il successo ottenuto, anche per la gente del posto.

Anche per chi emigrò all'estero, principalmente in America, portò con sè il segreto della pizza: lì la prelibatezza napoletana fu costretta ad adeguarsi all'assenza di uno degli ingredienti chiave, la mozzarella, che fu sostituita dal formaggio americano riuscendo, nonostante tutto, a raggiungere l'apice del suo successo anche oltreoceano.

Oggi, dal 1989, con la caduta del Muro di Berlino, si assiste ad una nuova migrazione della pizza, verso l'Europa dell'Est, la Russia, la Polonia, l'Ungheria, il Medio Oriente, il Giappone e persino la Cina. 

Ma la sua patria rimane orgogliosamente l'Italia e in particolare Napoli!

 

 

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Le nostre Pizze

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La pizza è l'alimento principe della dieta mediterranea divenuta oggi un must della cucina italiana, sempre più conosciuta, apprezzata ed imitata nel resto del mondo. 

"Al Cortile" Ristorante & Grill House è la location ideale per gustare una pizza preparata nel pieno rispetto della tradizione gastronomica italiana, lievitata alla perfezione, cotta al punto giusto, farcita con ingredienti di stagione freschi e genuini, per realizzare un'inedita armonia di gusti e sapori unici al palato.

Il nostro menù propone un'ampia varietà di pizze preparate ponendo massima attenzione ad ogni dettaglio: dalla scelta di un impasto a lunga lievitazione realizzato con un mix di farine speciali, all'utilizzo di prodotti di alta qualità.

Nel nostro locale cerchiamo di proporre un approccio alla cucina d'autore reinterpretando uno dei piatti tipici della gastronomia italiana, offrendo un prodotto più da ristorazione che da vera e propria pizzeria, attraverso la riscoperta dei veri gusti e sapori del territorio montano delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio UNESCO.

Tutte le nostre pizze sono anche d'asporto: NON facciamo consegne a domicilio, ma potete ordinare e ritirare le vostre pizze preferite contattandoci al 328 754 2227.

Dalle pizze tradizionali a quelle più elaborate, fatevi travolgere dal gusto speciale della nostra fragrante e verace "Pizza delle Dolomiti". 

 

 

 

 

 

 

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