La colazione? E' meglio non saltarla.

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Gli italiani, sempre attenti alla salute e a curarsi dalle intolleranze alimentari del nuovo millennio, fanno fatica a rinunciare ad una prima colazione sana, lenta e casalinga. 

E fanno bene, dato che questa rappresenta il pasto più importante della giornata: si tratta del primo cibo che ingeriamo dopo le molte ore di digiuno notturno. 

Secondo recenti studi, chi la consuma regolarmente presenta livelli di colesterolo e di pressione sanguigna più bassi della media. Al contrario, chi la salta è più soggetto al rischio di obesità e diabete.

La colazione non è importante solo per mantenersi in forma, ma anche perchè limita le variazioni glicemiche, migliora le performance cognitive ed è uno degli elementi fondamentali per un corretto stile di vita, specialmente dei più piccoli. Ma cosa amano mangiare i nostri connazionali appena svegli? 

A rivelarlo ci ha pensato Cortilia, la piattaforma specializzata nella vendita e distribuzione online di prodotti alimentari freschi a filiera corta, che ha indagato le abitudini alimentari dei propri iscritti in tema di prima colazione.

Dall'analisi dei dati raccolti, emerge che gli italiani non possono proprio rinunciare al latte vaccino o vegetale (37%) allo yogurt (35%), alla frutta fresca ( 31%) e ad una fetta di pane tostato, mentre i cereali faticano ancora a trovare spazio all'interno delle nostre abitudini, anche se si riscontra che una buona parte del campione di soggetti intervistati (35%) vorrebbe aumentarne il loro consumo. Per questo, alimenti come i semi di lino, le gemme di grano e i semi di chia, attirano l'attenzione degli intervistati per una loro prima sperimentazione durante il pasto mattutino.

Non meno importante è la colazione dei più piccoli: per i bambini la giusta carica di energia si dà con una fetta di pane e marmellata, oppure con yogurt e frutta fresca. Ma per fornire una colazione ancora più salutare e completa ai propri figli, latte e cereali possono essere arricchiti con l'aggiunta di frutta secca. Inoltre, c'è anche un buon 13% del panel che dichiara di preparare loro una fetta di pane integrale con il formaggio spalmabile, da accompagnare ad un succo di frutta oppure ad una spremuta fatta in casa

 

 

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Latte, origine obbligatoria in etichetta.

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Da mercoledì 19 aprile arriva in Italia l'obbligo di inserire nelle etichette di tutte le confezioni dei prodotti lattiero - caseari l'origine della materia prima. 

Un'importante strumento che consente al consumatore di scegliere, senza più inganni, la provenienza di latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento ha completato il suo iter in Europa e in Italia e si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Gli obiettivi portati avanti dal Ministero delle Politiche Agricole e sostenuti fortemente da Coldiretti, sono quelli di combattere il falso "made in Italy" e permettere al consumatore finale di risalire al Paese di mungitura del latte, in modo da poter conoscere nel dettaglio le caratteristiche principali dei prodotti e poter decidere se acquistare quelli italiani o meno.

L'indicazione corretta.

Le etichette di tutte le confezioni di latte e prodotti lattiero - caseari devono indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato.

Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura "Origine del latte: Italia".

Novità in arrivo anche per pasta e riso.

La scorsa settimana il Ministro Martina ha annunciato la firma del decreto per sperimentare l'origine dei prodotti a base di riso nell'etichetta. Oltre all'obbligo dell'origine, l'Italia chiederà a Bruxelles l'attivazione di una clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni di riso nei Paesi che godono del sistema tariffario a dazio zero nonostante utilizzino in maniera intensiva pesticidi vietati da anni dall'Unione Europea e sfruttino il lavoro minorile.

Al via anche un piano straordinario per la promozione e l'informazione sul riso italiano; misure necessarie per difendere un settore in cui l'Italia è il primo produttore europeo, grazie alla coltivazione su un territorio di 234.300 ettari, per una produzione di 1,58 milioni di tonnellate realizzata grazie a 4.300 aziende risicole e circa 100 industrie risiere per un volume d'affari di circa 1 miliardo.

Si aspetta inoltre da Bruxelles il via libera sull'obbligo di indicare l'origine del grano impiegato nella pasta.

Ad oggi, i cibi con l'indicazione obbligatoria in Italia sono:

  • carne di pollo e derivati;
  • carne bovina;
  • frutta e verdure fresche;
  • uova;
  • miele;
  • passata di pomodoro;
  • pesce;
  • olio extravergine d'oliva.

 

 

 

 

 

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