Gli italiani scelgono di affidarsi ai gusti e ai sapori delle ricette della nonna.

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Quando si parla di cibo e di scelte a tavola gli italiani non vogliono più correre rischi e, per questo, preferiscono gustare ricette classiche di un'antica tradizione ricca di storia e di gusto, detenuta in passato dalle nonne. A confermare questa tendenza sono i dati che emergono dall'indagine DOXA / Unaitalia "Le ricette della tradizione" svolta su un campione di 1000 italiani che nel 2017 ha raccontato, attraverso abitudini e preferenze in cucina, il rapporto che gli italiani hanno con i principali detentori della tradizione culinaria nel nostro Belpaese, ovvero i nonni

Agli italiani piace sperimentare, provare e assaggiare nuove pietanze, ma quando si tratta di scelte a tavola sono legati alla cucina della tradizione, ovvero a quella della nonna; lo dimostra il fatto che per il 67% degli intervistati il pranzo della domenica  si svolge ancora nella propria abitazione riunendo tutta la famiglia.

Queste, nello specifico, sono le ricette più amate. Tra i primi piatti è la lasagna a farla da padrona, seguita dalla pasta all'uovo (24%), dal risotto (20%), dalle minestre e zuppe (6%). Tra i secondi, invece, è l'immortale pollo arrosto con le patate il piatto della nonna per eccellenza, insieme ad altre ricette tipiche della tradizione come l'arrosto di vitello (20%), le polpette (18%), il pesce al cartoccio (16%) e il coniglio alla cacciatora (10%).

Oggi in cucina le innovazioni sono molto interessanti, ma per gli italiani sono spesso giudicate come ricette che richiedono l'acquisto di ingredienti costosi e difficilmente reperibili nei supermercati tradizionali e che necessitano per la loro preparazione di competenze culinarie che non tutti si sentono di avere, dovute soprattutto alla difficoltà di riuscire a creare particolari abbinamenti di sapori talmente innovativi, che non sempre riescono ad incontrare e ad andare pienamente d'accordo con i gusti tradizionali delle famiglie italiane. 

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Un Natale all'insegna della cucina Made in Italy si è da poco concluso.

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Quest'anno l'agroalimentare è una delle voci di budget più importanti che le famiglie italiane stanno destinando alle feste di fine anno, con una spesa complessiva di 4,8 milioni di euro per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno.

In questo particolare periodo di festività, la maggior parte della spesa alimentare è stata dedicata al pranzo di Natale che l'86% degli italiani ha voluto trascorrere a casa consumando un menù fortemente legato alla tradizione culinaria Made in Italy.  Lo dimostra il fatto che il 90% dei cittadini dello Stivale ha portato in tavola lo spumante, seguito dal panettone, che ha avuto maggior successo rispetto al pandoro. 

La frutta locale ha battuto notevolmente quella esotica o fuori stagione; ma la vera novità di quest'anno è stata l'arrivo nel piatto dei cosiddetti superfood, ai quali sono associate specifiche proprietà salutistiche. Più di un italiano su quattro li ha serviti in tavola con una tendenza positiva a riscoprire quelli della "nonna."

Qualche giorno fa si è anche assistito ad una fortissima attrazione verso il fai da te casalingo, con ben il 48% delle famiglie che ha preparato e cucinato in casa un dolce tipico natalizio. 

Per il Made in Italy alimentare è record storico sulle tavole delle festività anche all'estero con l'export di vini, spumanti, grappe e liquori, panettoni, formaggi e salumi, che solo per il periodo di Natale ha superato i 3,5 miliardi di euro.

Ad aumentare è anche il valore delle esportazioni di tutti i prodotti tipici delle festività natalizie, come, ad esempio lo spumante, i panettoni, i vini italiani, i salumi e i formaggi, le grappe e i liquori.

Tutto questo rappresenta un'ottima premessa per l'arrivo del 2018 che è stato proclamato l'anno internazionale del cibo italiano nel mondo, al quale l'Italia si presenta con la mappa dei tesori dell'economia locale che può contare su 5.047 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle varie regioni, ottenuti secondo il rispetto di regole tradizionali protratte a lungo nel tempo, 292 specialità DOP / IGP riconosciute a livello comunitario e 523 vini DOC / DOCG / IGT ma anche con il primato Green delle quasi 60.000 aziende agricole biologiche in Europa e la scelta di vietare le coltivazioni OGM a tutela del patrimonio della biodiversità. 

 

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