Cena aziendale: scegli la Pizzeria Al Cortile Grill House, a tutto il resto ci pensiamo noi!

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In occasione delle festività natalizie un gesto molto elegante e raffinato, da parte di un'azienda, consiste nell'organizzare un pranzo o una cena di Natale dedicata a tutti i suoi dipendenti e/o collaboratori di fiducia.

Ovviamente, per un simile evento si deve trovare una location adatta dove poter gustare squisite prelibatezze gastronomiche in un ambiente accogliente, confortevole e familiare come potrebbe essere quello della Pizzeria Al Cortile Grill House a Busche di Cesiomaggiore, che saprà rendere indimenticabile ogni vostro evento, lasciando un ricordo indelebile a tutti i vostri ospiti.

Il locale dispone di un ampio e variegato menù alla carta pensato appositamente per farvi vivere un'esperienza culinaria unica e travolgente, garantendovi un piacevole momento di relax e benessere in compagnia dei propri colleghi di lavoro

Alla Pizzeria Al Cortile Grill House troverete tante proposte di ricette innovative e originali capaci di esaltare e rinnovare i gusti e i sapori tipici della cucina veneta e mediterranea, preparate con materie prime di alta qualità sapientemente lavorate dallo Chef Francesco, per servirvi in tavola un vero e proprio tripudio di freschezza e genuinità.

Anche la cantina non è certo da meno, con una rigorosa selezione di pregiati vini bianchi e rossi ideali per accompagnare ogni singola pietanza, garantendovi un'esperienza sensoriale basata sulla sostanza, concretezza e qualità dell'enogastronomia italiana. 

Contattateci subito al 328 754 2227 per organizzare la vostra cena aziendale di Natale o di Fine Anno nel nostro esclusivo e raffinato ristorante in Provincia di Belluno (BL).

 

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La Pizza fatta in casa conquista sempre più gli italiani.

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Una passione che coinvolge circa 14 milioni di italiani; ovvero quella di preparare la pizza con le proprie mani per gustarla direttamente tra le mura domestiche in occasione di una cena in famiglia oppure con gli amici di sempre. 

Questo è il quadro che emerge da un'indagine commissionata a Doxa dall'Associazione AssoBirra in occasione di "Elementi, i volti dell'impasto" il contest ideato da Molino Vigevano per eleggere il miglior pizzaiolo d'Italia

Lo studio di mercato ha rivelato che andare in pizzeria resta ancora la scelta preferita dal 42% degli italiani, mentre l'ordinazione a domicilio viene preferita da circa il 29% del campione di soggetti intervistati.

Gli altri interessanti dati di quest'analisi hanno messo in luce che circa il 22% dei pizzaioli italiani fai da te teme di sbagliare i tempi di cottura, il 16% di bruciare l'impasto, mentre il 18% di dosare in modo errato gli ingredienti per il condimento. 

Simbolo di convivialità e condivisione per più della metà degli intervistati, la pizza preferita da preparare in casa resta sempre la Margherita, seguita dalla prosciutto e funghi, da quella con la mozzarella di bufala Dop e dall'immancabile Marinara, da abbinare ad una buona birra acquistata in un supermercato della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), per un ritorno alla semplicità e alla scelta d'acquisto di prodotti naturali

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La ristorazione, il vero motore della ripresa economica italiana.

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Con oltre 41 miliardi di euro di valore aggiunto, la ristorazione rappresenta il settore trainante della filiera agroalimentare italiana, qualificandosi come il terzo mercato in Europa, dopo il Regno Unito e la Spagna.

Questo emerge dall'ultimo Rapporto sulla Ristorazione elaborato dalla Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) dedicato a Gualtiero Marchesi, chef di fama internazionale autentica espressione di intelligenza e umanità della ristorazione italiana.

La sintesi del Rapporto.

Per quanto riguarda l'andamento del settore dei pubblici esercizi italiani, dal Rapporto Fipe emerge un sostanziale ottimismo per quanto concerne l'andamento dei consumi alimentari fuori casa, che si attestano sul 36% dei consumi alimentari complessivi, e sul fronte dell'occupazione, con una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente.

Continuano a preoccupare l'elevato numero di aziende che chiudono e un tasso di produttività che resta al di sotto dei livelli precrisi. Lo scorso anno le famiglie italiane hanno speso oltre 83 miliardi di euro per mangiare fuori casa, mentre continuano a calare i consumi alimentari all'interno delle mura domestiche ( - 10,5% pari ad una flessione di 15,3 miliardi di euro tra il 2007 e il 2016).

Questo ha comportato che il peso della ristorazione sul totale dei consumi alimentari ha guadagnato ulteriori posizioni, andando quindi a rafforzare la tesi che vede gli italiani come un popolo di persone a cui piace uscire di casa. In particolare, la sola ristorazione ha guadagnato una domanda di 2,5 miliardi di euro.

Secondo quanto emerge da questo Rapporto, sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni giorno fanno colazione al bar e 13 milioni quelli che pranzano abitualmente fuori abitazione. 

Molto elevato resta ancora il turnover imprenditoriale: nel 2016 sono nate 15.714 imprese, a fronte di una chiusura di 26.500, con un saldo negativo di oltre 10.000 unità.

Nei primi nove mesi del 2017 sono sorte 10.835 nuove attività, a fronte di 19.235 chiusure, che hanno determinato un saldo negativo di 8.400 unità.

Attualmente, negli archivi delle Camere di Commercio italiane risultano attive 329.787 imprese della ristorazione; la Lombardia è la prima regione per presenza di attività nel settore, seguita dal Lazio e dalla Campania.

La ditta individuale resta la forma giuridica prevalente, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, dove la quota sul totale raggiunge soglie che arrivano ad oltre il 70% del numero complessivo di imprese attive. Le società di persona si confermano l'opzione più diffusa di organizzazione imprenditoriale nelle aree settentrionali del Paese. 

Il numero dei ristoranti in Italia ammonta a 177.000 unità decretando così un netto sorpasso sul bar, frutto di una recente evoluzione del mercato che si è verificata in seguito al cambiamento delle regole che avvantaggiano gli imprenditori che scelgono di qualificarsi come ristoratori, anzichè baristi, potendo così disporre di meno vincoli e restrizioni nello svolgimento della loro attività.

L'uso della tecnologia digitale nei pubblici esercizi.

Oggi il pubblico esercizio è uno dei settori merceologici che presenta il più alto turnover di chiusure e nuove aperture, con un tasso di sopravvivenza imprenditoriale che a 5 anni non supera il 30%.

A tal fine, occorre sottolineare che il pubblico esercizio è molto forte sul prodotto, ma molto debole sulla sua gestione, sul marketing e sull'innovazione sia nel back office che nel front office.

Secondo i risultati di una recente indagine realizzata in collaborazione con il Policlinico di Milano, solo il 40% delle imprese della ristorazione italiana utilizza quotidianamente strumenti di gestione e di ottimizzazione dei processi interni, come ad esempio, applicazioni per la gestione delle comande (17%) o di soluzioni per la fatturazione elettronica.

Appena il 7% degli imprenditori del settore della ristorazione Made in Italy ricorrono all'uso del Menu Engineering e il 6% a dispositivi tecnologici per la gestione delle prenotazioni online. Per quanto concerne le tecniche di relazione con la clientela, la principale attività in cui i ristoratori italiani si sentono più digitali è la richiesta di una recensione.

Nonostante le tante polemiche sorte in questi ultimi anni attorno al mondo delle recensioni online, la gran parte dei professionisti ritiene che i siti web come Tripadvisor, costituiscano un'opportunità, mentre per uno su quattro un vero e proprio problema per la mancanza di un'efficace attività preventiva di controllo che ne scongiuri il loro uso fraudolento.

Nel settore della ristorazione i social network sono ancora visti come un qualcosa di pericoloso per la propria attività, proprio perchè chiunque può pubblicare e scrivere ciò che vuole. Al contrario, invece, i social media sono degli efficaci strumenti di comunicazione che permettono di anticipare e promuovere eventi, serate a tema, cene particolari, di aumentare l'immagine e la notorietà del proprio brand e la fidelizzazione della clientela. Eppure, oggi il 41% dei ristoranti non ha ancora nessun account social attivo; il resto utilizza in prevalenza Facebook, Instagram e Google +.

In conclusione, nei prossimi anni la ristorazione sarà costretta a lavorare duramente per ottenere un forte recupero della propria produttività. A tal fine, potrebbe risultare interessante implementare veri e propri processi interni che siano in grado di generare maggiore efficienza del sistema nella scelta degli approvvigionamenti delle materie prime, nell'utilizzo corretto delle risorse umane, nella creazione di un piano di marketing e nell'implementazione di nuove ed efficaci tecniche di vendita e nell'uso della tecnologia digitale. 

 

 

 

 

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