Gli italiani a tavola: quaranta minuti per cucinare, mezz'ora per mangiare.

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Gli italiani sono sempre di corsa e, per questo, hanno i minuti contati per cucinare e mangiare. Secondo una ricerca della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), nel nostro Paese si dedicano appena 37 minuti al giorno per la preparazione dei pasti in casa, rimanendo seduti a tavola solamente per circa mezz'ora. 

In pausa pranzo si tende a cucinare sempre meno (solo 1 italiano su 3 si dedica a quest'attività giornaliera) mentre per la cena la percentuale aumenta arrivando al 53%.

Per contro, i ristoranti continuano ad essere considerati un importante strumento per la salvaguardia della cucina Made in Italy, dell'identità culturale e alimentare e, soprattutto, della collettività. Mangiare fuori casa per l'85% dei soggetti intervistati rappresenta un'importante occasione per riscoprire anche il prezioso valore del tempo. 

Gli italiani sono molto abitudinari nell'orario di consumazione dei pasti che vengono vissuti come un piacevole momento di relax dal 44,6% delle persone che, per la quasi totalità, li vive ancora come un'occasione speciale per riunire la famiglia a tavola

Il legame con le tradizioni culinarie si mantiene costante: il 75% tramanda di generazione in generazione i piatti tipici di famiglia, mentre il 41% dichiara di porre maggiore attenzione alle ricette che prepara o alla provenienza e qualità degli ingredienti che sceglie di utilizzare nella preparazione di piatti per i propri figli.

Ma il tempo a disposizione è davvero risicato anche per il reperimento delle provviste alimentari, tant'è che il 48,6% di coloro che fanno la spesa dedicano mediamente agli acquisti da una a due ore alla settimana, scegliendo di riporre nel carrello pochi prodotti alla volta, preferibilmente di origine biologica e/o a chilometro zero e rispettosi dell'ambiente.

La costante attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità è confermata anche dalla propensione a limitare lo spreco alimentare, attraverso la conservazione e il recupero degli alimenti stessi. Analizzando infine il legame culturale che gli italiani hanno nei confronti del cibo, ancora una volta la tradizione batte l'innovazione: il 64% del campione dei soggetti intervistati si definisce conservatore nella preparazione degli alimenti in cucina, mentre il 35% è orientato alla sperimentazione di nuovi piatti. In ogni caso per il 95% dei nostri connazionali il cibo è uno dei veicoli che fanno emergere e aiutano a tramandare la tradizione di una popolazione. 

 

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Pausa Pranzo: le 5 regole per tornare al lavoro carichi e concentrati.

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Oggi, complice la crisi economica, sempre più professionisti preferiscono risparmiare portandosi da casa il cibo e trascorrendo la loro pausa pranzo in ufficio. 

Purtroppo per molti, questo vuol dire rimanere intrappolati davanti al computer tra e-mail, notifiche e scadenze da evadere. 

Trascorrere la pausa pranzo lavorando è un grosso errore! Un'alimentazione errata, infatti, oltre al nuocere alla salute può provocare un taglio di produttività del 20%.

Per non compromettere le proprie performance professionali nelle ore pomeridiane è fondamentale staccare la spina: un pasto in tutta tranquillità, una passeggiata al parco, oppure praticare attività sportiva possono ridarci la giusta carica per affrontare al meglio le sfide che il lavoro ci riserva. 

Lo scopo della pausa, è di concedere a mente e corpo quei minuti indispensabili per fare il pieno non solo di cibo ma anche di nuove energie.

Ecco le 5 regole che vi consigliamo di seguire per sfruttare al massimo il lunch time e tornare alla scrivania carichi e concentrati:

Non saltare mai la pausa pranzo.

Un'interruzione tra le ore di lavoro risulta indispensabile per mantenere alto il livello di produttività. Anche se le scadenze incombono e le attività da portare a termine sono sempre tante, è sconsigliato saltare il pranzo. 

Basta anche solo un quarto d'ora per staccare la spina e ricaricarsi di energia e di buon umore.

Tenere lontano il cellulare.

Per mettere da parte momentaneamente ansie, budget e deadline, è bene evitare di controllare la propria posta elettronica tramite smartphone e tablet. 

Solo così mente e corpo possono davvero riposarsi e prepararsi per le successive ed intense ore di lavoro. 

Consigliato, invece, concentrare durante la pausa le chiamate ad amici e familiari che durante l'orario di lavoro sarebbe inopportuno fare: far fruttare i minuti di pausa per sbrigare qualche incombenza personale può aiutare a dimenticare per un po' quello che ci aspetta alla scrivania.

Non parlare di lavoro con i colleghi.

Può capitare di approfittare della pausa per sfogarsi con i colleghi, magari riassumendo le peripezie della mattinata trascorsa nel vostro ufficio.

L'importante è che questa pratica non diventi un'abitudine: è indispensabile, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne magari per socializzare e conoscere meglio i propri compagni di scrivania, scambiarsi opinioni e pareri sugli argomenti più vari.

Evitare di pranzare contando i minuti mancanti.

Sebbene non sempre si ha la possibilità di godere per intero dei tanto sospirati 60 minuti di break. sarebbe meglio evitare di mangiare in fretta e dedicare almeno 30 minuti al pasto. 

Masticare troppo velocemente e finire il proprio piatto velocemente, rende più difficile la digestione e non permette di raggiungere a pieno quell'appagante senso di sazietà.

Fate sport.

La pausa pranzo può essere un buon momento per dedicarsi all'attività fisica: i più sportivi possono recarsi in palestra o a correre nelle vicinanze del luogo dell'ufficio. 

Per chi non ne ha il tempo, oppure la voglia, può concedersi invece una passeggiata al parco oppure per guardare le vetrine dei negozi o per prendere un caffè al bar utile per resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai. 

 

 

 

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