I Food Trend che ci aspettano nel 2019: lotta allo spreco alimentare, dieta vegetariana e innovazione.

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Il 2019 sarà certamente un anno molto determinante per conoscere, ancora più da vicino, il futuro del cibo italiano, che vedrà consolidarsi alcune tendenze ed evoluzioni già da tempo in atto. Come un'attenzione al consumo di zuccheri e, inoltre, alla richiesta dei consumatori di disporre di informazioni più dettagliate in merito alla provenienza e qualità dei prodotti acquistati nei supermercati della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

A sostenere questa tesi è la prestigiosa rivista National Geographic che, anche quest'anno, delinea il punto della situazione sulle nuove tendenze del comparto agroalimentare italiano. Gli aspetti fondamentali per il 2019 saranno la lotta agli sprechi alimentari, ma anche la richiesta di piatti vegetariani e vegani, insieme ad un maggior sviluppo del settore dei cibi adatti alle intolleranze alimentari, oltre all'innovazione del food delivery e della produzione, preparazione e reperibilità di pietanze alimentari fresche. 

Il vegetariano, una scelta vincente per il settore food & beverage nel 2019.

Oggi la dieta vegetariana rappresenta uno stile di vita molto in voga nel nostro Paese che, ovviamente, comporta la rinuncia alla carne qualunque sia la sua origine e lavorazione, oltre al consumo di pesce, insaccati e tutto ciò che deriva dalla macellazione di animali.

Secondo gli ultimi dati Eurispes, in Italia è presente un esercito di circa 7 milioni di vegetariani: la scelta di seguire questo regime alimentare sembra essere dettata principalmente da motivi di salute ( 48%) e dalla contrarietà all'uccisione di animali (44%). 

Proprio una recente ricerca ha monitorato lo stato di salute di 61.000 persone nel corso di 12 anni, constatando che i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di ammalarsi di leucemia e di qualsiasi altra tipologia di tumore, rispetto a chi consuma abitualmente carne.

Una scoperta che sta portando i maggiori produttori alimentari italiani a estendere e/o creare apposite linee di cibi biologici e, di conseguenza,  i principali rivenditori a concedere più spazio alla loro offerta, assicurando il gusto e l'attenzione dei consumatori verso un'alimentazione equilibrata e salutare.

Nel 2019 i consumatori riscopriranno il piacere di fare la spesa dal proprio contadino di fiducia.

Sono sempre di più gli italiani che scelgono di portare in tavola prodotti gastronomici locali. Nonostante il perdurare della crisi economica, i dati forniti quest'anno dalla Coldiretti sembrano confermare in pieno questa tendenza: dei 43 milioni di consumatori che acquistano prodotti locali a chilometro zero, 18 milioni lo fanno regolarmente e 25 milioni di tanto in tanto, con una tendenza a privilegiare l'alta qualità dei cibi consumati.

Oggi il carrello della spesa è sempre più espressione di uno stile di vita ben definito, tant'è che il 40% dei nostri connazionali ritiene  prodotti a km 0 garanzia di cibi freschi, genuini e maggiormente garantiti e, inoltre, il 39% del campione di soggetti intervistati li ritiene una fonte imprescindibile per lo sviluppo dell'economia di un qualsiasi territorio.

La carne vegetale farà il suo ingresso trionfale nei menù dei ristoranti.

Negli ultimi anni il vegetariano e il vegano si sono affermati sempre più non solo come stile e filosofia alimentare, ma anche come risorsa della nuova green economy. Non si tratta certo di un fenomeno nuovo, ma nel 2019 le proposte di carne a base vegetale diventeranno protagoniste nei menù dei ristoranti della penisola, così come nei banchi dei supermercati italiani.

Il Mopur ( carne vegetale) è un prodotto che deriva dalla lavorazione del grano e che attraverso un processo di fermentazione abbatte la presenza di glutine in esso contenuto di circa il 40%, rendendolo un alimento altamente digeribile, oltre che gustoso. Il tipo di lavorazione al quale è sottoposto, rende le sue fibre simili a quelle della carne e, per questo motivo, viene definito "carne vegetale"

Sostituire la carne animale con quest'ultima, è una scelta vantaggiosa e salutare non solo per il consumatore finale, ma anche per la terra stessa, che non viene privata in maniera indiscriminata delle sue preziose risorse, continuando a produrre carne animale.

L'uso della canapa in cucina sarà sempre più di moda.

Quello della canapa in Italia è un vero e proprio boom che nel giro di cinque anni ha visto aumentare di dieci volte i terreni agricoli coltivati, con produzioni che vanno dalla ricotta, agli eco - mattoni isolanti, dall'olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, biscotti, taralli, pane a base di canapa, cosmetici e creme per la cura del corpo, e molto altro ancora. Secondo la stima della Coldiretti, nel 2018 sono centinaia le nuove aziende agricole che hanno avviato la loro attività, con il moltiplicarsi di esperienze innovative. 

La canapa è una fonte di vitamine, carboidrati, fibre, sali minerali, proteine, calcio e potassio. Inoltre è un prodotto gluten free, privo di lattosio e di altre sostanze derivate da frutta e glucosio. Proprio per questi motivi, tanti produttori sensibili alle esigenze di intolleranti e allergici stanno cominciando a guardare con favore al suo impegno negli ambiti più disparati della gastronomia italiana.

 

 

 

 

 

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Gli italiani a tavola: quaranta minuti per cucinare, mezz'ora per mangiare.

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Gli italiani sono sempre di corsa e, per questo, hanno i minuti contati per cucinare e mangiare. Secondo una ricerca della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), nel nostro Paese si dedicano appena 37 minuti al giorno per la preparazione dei pasti in casa, rimanendo seduti a tavola solamente per circa mezz'ora. 

In pausa pranzo si tende a cucinare sempre meno (solo 1 italiano su 3 si dedica a quest'attività giornaliera) mentre per la cena la percentuale aumenta arrivando al 53%.

Per contro, i ristoranti continuano ad essere considerati un importante strumento per la salvaguardia della cucina Made in Italy, dell'identità culturale e alimentare e, soprattutto, della collettività. Mangiare fuori casa per l'85% dei soggetti intervistati rappresenta un'importante occasione per riscoprire anche il prezioso valore del tempo. 

Gli italiani sono molto abitudinari nell'orario di consumazione dei pasti che vengono vissuti come un piacevole momento di relax dal 44,6% delle persone che, per la quasi totalità, li vive ancora come un'occasione speciale per riunire la famiglia a tavola

Il legame con le tradizioni culinarie si mantiene costante: il 75% tramanda di generazione in generazione i piatti tipici di famiglia, mentre il 41% dichiara di porre maggiore attenzione alle ricette che prepara o alla provenienza e qualità degli ingredienti che sceglie di utilizzare nella preparazione di piatti per i propri figli.

Ma il tempo a disposizione è davvero risicato anche per il reperimento delle provviste alimentari, tant'è che il 48,6% di coloro che fanno la spesa dedicano mediamente agli acquisti da una a due ore alla settimana, scegliendo di riporre nel carrello pochi prodotti alla volta, preferibilmente di origine biologica e/o a chilometro zero e rispettosi dell'ambiente.

La costante attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità è confermata anche dalla propensione a limitare lo spreco alimentare, attraverso la conservazione e il recupero degli alimenti stessi. Analizzando infine il legame culturale che gli italiani hanno nei confronti del cibo, ancora una volta la tradizione batte l'innovazione: il 64% del campione dei soggetti intervistati si definisce conservatore nella preparazione degli alimenti in cucina, mentre il 35% è orientato alla sperimentazione di nuovi piatti. In ogni caso per il 95% dei nostri connazionali il cibo è uno dei veicoli che fanno emergere e aiutano a tramandare la tradizione di una popolazione. 

 

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