E' stato scoperto il pane più antico del mondo.

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Il pane più antico del mondo sarebbe stato cotto ben 14.400 anni fa. Questa è la clamorosa scoperta che hanno fatto un gruppo di ricercatori dell'Università di Copenaghen, di Cambridge e dell'University College di Londra, pubblicata qualche mese fa sulla rivista "Procedings of the National Academy of Sciences".

Il ritrovamento di questo alimento nel Deserto Nero della Giordania, in un'area in cui erano presenti due fuochi utilizzati per cuocere pietanze, è la prova che cibi a base di pane erano prodotti già prima dell'avvento dell'agricoltura, collocata fino ad oggi, almeno 4.000 anni dopo quel pezzettino di pane.

Ma chi ci sarebbe dietro la realizzazione di tutto questo? Secondo il team di ricercatori questa pietanza sarebbe stata prodotta da una popolazione di cacciatori - raccoglitori per lo più di origine sedentaria, chiamati Natufani.

Gli autori ipotizzano che grazie al consumo di pane, le popolazioni abbiano iniziato a coltivare le piante necessarie per la sua produzione, contribuendo alla Rivoluzione Agricola del Neolitico.

Inoltre secondo gli studiosi è possibile che a causa delle difficoltà per la realizzazione del pane, questo alimento in passato veniva considerato un cibo di lusso destinato solo ad eventi importanti. 

I risultati di questo sorprendente rinvenimento, forniscono le prime testimonianze e prove empiriche dell'effettiva produzione di pane, una scoperta che presto potrebbe far riscrivere definitivamente la storia dell'agricoltura. 

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Pane fresco o conservato? Un'etichetta ci svela la sua origine.

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Dal 19 dicembre 2018 è entrato ufficialmente in vigore l'obbligo di apporre un'etichetta sulle confezioni di pane per distinguere quello fresco da quello "conservato o a "durabilità programmata".

Che cosa cambia per i consumatori?

Con l'approvazione del Decreto 01 ottobre 2018 n. 131, d'ora in poi il pane che ha subito un processo di surgelazione e congelamento o che contiene additivi chimici e/o conservanti, non potrà più essere venduto per fresco, ma dovrà obbligatoriamente avere un'apposita etichetta che riporta la scritta £conservato" o a "durabilità controllata".

Al contrario, per quanto riguarda il termine pane fresco, questo potrà essere usato esclusivamente per quello che non è mai stato congelato o scongelato, e che non ha mai subito l'aggiunta di additivi e conservanti. Inoltre, per poter essere considerato tale, tra l'inizio della sua preparazione e la messa in vendita non devono trascorrere più di 72 ore.

Gli italiani e il pane: un rapporto sempre più in declino.

Negli ultimi dieci anni il consumo di pane da parte degli italiani si è praticamente dimezzato, raggiungendo il minimo storico con appena 80 grammi a testa al giorno a persona, un valore molto lontano rispetto a quello dell'Unità d'Italia in cui si mangiavano 1,1 chilogrammi di pane a testa al giorno. 

La riduzione del consumo di pane ha comportato inevitabilmente una svolta qualitativa determinando una crescita d'interesse dei consumatori verso il pane biologico e di grani antichi, oltre che per quello con contenuti salutistici e ad alto valore nutrizionale: a lunga lievitazione, senza grassi, con poco sale, integrale, a chilometro zero come quello realizzato dai produttori agricoli di Campagna Amica con varietà di grano locali salvate spesso dal rischio di estinzione.

 

 

 

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