I bambini italiani sono i più obesi d'Europa.

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Nonostante i miglioramenti registrati rispetto a una decina d'anni fa, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l'Italia risulta ancora presente nella classifica dei peggiori Paesi europei per obesità infantile. Secondo il sistema di monitoraggio, il 21% dei minori italiani è obeso o in sovrappeso. Un allarme sociale che riguarda il 42& dei maschi e il 38% delle bambine.  Nelle regioni del Sud Italia si registra la situazione peggiore, visto che di obesità o di eccesso di peso corporeo soffrirebbe ben il 35% della popolazione giovanile.

L'obesità in età pediatrica continua ad essere un campanello d'allarme che i genitori non dovrebbero mai smettere di sottovalutare in quanto, molte volte, è legata al verificarsi di spiacevoli episodi di bullismo che, in alcuni casi, si manifestano già intorno ai 6 anni d'età.

Il sovrappeso nei primi anni di vita rappresenta anche un ulteriore fattore di rischio per i disturbi del comportamento alimentare sia in fase adolescenziale che anche prima di essa. Non da ultimo, l'obesità infantile è un predittore certo di quella adulta; proprio per questo motivo è importante avviare, sin dalla giovane età, specifiche campagne di prevenzione e, nei casi conclamati, intervenire sulla patologia con un trattamento che preveda un approccio integrato psiconutrizionale e familiare. 

Secondo recenti studi e ricerche svolte in materia, a generare questo triste primato sarebbero soprattutto errati stili alimentari: è un dato conclamato che nel nostro Paese l'8% dei bambini salti quotidianamente la prima colazione e il 33% ne faccia una inadeguata in termini di corretta assunzione di carboidrati e proteine condizionando così, in modo negativo l'equilibrio calorico degli altri pasti della giornata. 

Ecco svelato il motivo per cui a metà mattina, il 53% del campione di adolescenti intervistati, ha dichiarato di fare una merenda troppo abbondante e ricca di grassi saturi, mentre il 20% dei loro genitori ha affermato che i propri figli non consumano regolarmente frutta e verdura, mentre preferiscono bere bevande zuccherate o gassate

Un altro fattore determinante nel significativo aumento del peso corporeo dei bambini è dovuto anche alla loro scarsa attività fisica: quasi un bimbo su cinque e su adolescente su 6 durante la settimana non pratica in modo regolare alcun tipo di attività sportiva ne tanto meno giochi di movimento, quando invece le linee guida per una vita salutare parlano di svolgere almeno un'ora al giorno di attività motoria. L'attitudine alla sedentarietà è rafforzata inoltre dall'uso prolungato dello smartphone e dei social media.

Sebbene la battaglia contro l'obesità infantile sia ancora lontana dall'essere vinta del tutto, va constato che qualche piccolo progresso nel nostro Paese è stato compiuto infatti, secondo i dati aggiornati al 2016 in Italia, in meno di dieci anni, i bambini obesi sarebbero diminuiti del 13% ma rimane ancora molto da fare per sconfiggere questa triste piaga sociale che rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale. 

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Pausa Pranzo: le 5 regole per tornare al lavoro carichi e concentrati.

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Oggi, complice la crisi economica, sempre più professionisti preferiscono risparmiare portandosi da casa il cibo e trascorrendo la loro pausa pranzo in ufficio. 

Purtroppo per molti, questo vuol dire rimanere intrappolati davanti al computer tra e-mail, notifiche e scadenze da evadere. 

Trascorrere la pausa pranzo lavorando è un grosso errore! Un'alimentazione errata, infatti, oltre al nuocere alla salute può provocare un taglio di produttività del 20%.

Per non compromettere le proprie performance professionali nelle ore pomeridiane è fondamentale staccare la spina: un pasto in tutta tranquillità, una passeggiata al parco, oppure praticare attività sportiva possono ridarci la giusta carica per affrontare al meglio le sfide che il lavoro ci riserva. 

Lo scopo della pausa, è di concedere a mente e corpo quei minuti indispensabili per fare il pieno non solo di cibo ma anche di nuove energie.

Ecco le 5 regole che vi consigliamo di seguire per sfruttare al massimo il lunch time e tornare alla scrivania carichi e concentrati:

Non saltare mai la pausa pranzo.

Un'interruzione tra le ore di lavoro risulta indispensabile per mantenere alto il livello di produttività. Anche se le scadenze incombono e le attività da portare a termine sono sempre tante, è sconsigliato saltare il pranzo. 

Basta anche solo un quarto d'ora per staccare la spina e ricaricarsi di energia e di buon umore.

Tenere lontano il cellulare.

Per mettere da parte momentaneamente ansie, budget e deadline, è bene evitare di controllare la propria posta elettronica tramite smartphone e tablet. 

Solo così mente e corpo possono davvero riposarsi e prepararsi per le successive ed intense ore di lavoro. 

Consigliato, invece, concentrare durante la pausa le chiamate ad amici e familiari che durante l'orario di lavoro sarebbe inopportuno fare: far fruttare i minuti di pausa per sbrigare qualche incombenza personale può aiutare a dimenticare per un po' quello che ci aspetta alla scrivania.

Non parlare di lavoro con i colleghi.

Può capitare di approfittare della pausa per sfogarsi con i colleghi, magari riassumendo le peripezie della mattinata trascorsa nel vostro ufficio.

L'importante è che questa pratica non diventi un'abitudine: è indispensabile, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne magari per socializzare e conoscere meglio i propri compagni di scrivania, scambiarsi opinioni e pareri sugli argomenti più vari.

Evitare di pranzare contando i minuti mancanti.

Sebbene non sempre si ha la possibilità di godere per intero dei tanto sospirati 60 minuti di break. sarebbe meglio evitare di mangiare in fretta e dedicare almeno 30 minuti al pasto. 

Masticare troppo velocemente e finire il proprio piatto velocemente, rende più difficile la digestione e non permette di raggiungere a pieno quell'appagante senso di sazietà.

Fate sport.

La pausa pranzo può essere un buon momento per dedicarsi all'attività fisica: i più sportivi possono recarsi in palestra o a correre nelle vicinanze del luogo dell'ufficio. 

Per chi non ne ha il tempo, oppure la voglia, può concedersi invece una passeggiata al parco oppure per guardare le vetrine dei negozi o per prendere un caffè al bar utile per resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai. 

 

 

 

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