I cibi che non possono mancare in tavola a maggio.

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Maggio rappresenta per molti italiani uno dei mesi più piacevoli dell'anno: le temperature quasi estive sono l'ideale per godere delle lunghe giornate di sole fuori casa, o per concedersi una prima vacanza, oppure una passeggiata in compagnia per respirare l'aria di primavera.

Ecco a voi qualche utile suggerimento per godere al meglio di alcuni cibi che ci offre la natura in questo particolare periodo dell'anno!

I piselli.

I piselli sono uno dei regali più buoni che ci dona la primavera. Grazie al loro sapore dolce e delicato si possono utilizzare in modo estremamente versatile in numerose tipologie di ricette: dai muffin salati con prosciutto cotto e piselli, fino ad un grande must della cucina italiana come i fusilli panna, prosciutto e piselli.

Sono dei legumi particolarmente leggeri e altamente digeribili e, solitamente, non danno problemi di aerofagia o meteorismo. Quelli freschi sono molto ricchi di sali minerali, vitamine e acqua, disponendo anche di fibre utili per il benessere intestinale e per contrastare la stitichezza. Aiutano a tenere a bada il colesterolo e la glicemia e, inoltre, sono preziosi amici del cuore, della circolazione e del sistema immunitario.

La cicoria.

La cicoria è una verdura a foglia verde che cresce in modo spontaneo e naturale nei campi in tutto l'anno solare. Oggi esistono in commercio numerose varietà di cicoria che si diversificano principalmente per l'aspetto e per le loro proprietà organolettiche.

Le caratteristiche che le accomunano sono il classico sapore amarognolo che, in base alla singola varietà, può essere più o meno accentuato. Anche questo è un alimento versatile, con il quale si possono preparare molteplici zuppe, torte salate, oppure saporiti contorni da abbinare a piatti di carne o pesce.

La cicoria stimola la concentrazione, aiuta a combattere la sonnolenza, ha potere lassativo e stimola l'attività di pancreas e fegato. Grazie alle sue proprietà benefiche, aiuta a regolare la quantità di glucosio e di colesterolo nel sangue.

I fiori di zucca.

Buoni, delicati e molto coreografici, i fiori di zucca crescono sia nelle zucchine, sia sulle zucche con petali di un colore giallo - aranciato e all'interno presentano grossi pistilli.

Trovano largo impiego in cucina e si prestano ad essere consumati fritti in pastella, ma anche in tante altre gustose preparazioni. La stagione migliore per il loro consumo è decisamente l'estate, anche se si trovano nei banchi dei supermercati italiani per tutto l'anno.

Sono alimenti particolarmente consigliati alle persone che soffrono di problemi di osteoporosi oppure di mancanze minerali e vitaminiche. 

Le ciliegie.

Le ciliegie sono uno dei frutti più buoni che ci offre questa stagione: oltre ad essere un alimento molto gustoso, sono molto utili per la salute del fegato e del cuore, risultando particolarmente adatte anche a coloro che soffrono di diabete. Oggi esistono moltissime varietà di ciliegie in commercio; le più note in Italia sono Ferrovia, Durone e Anella.

Le alici (o acciughe).

Molto simili alle sardine, le alici appartengono alla categoria del pesce azzurro. La loro carne risulta particolarmente gustosa e indicata per essere consumata cruda, previa marinatura, oppure fritte. Sono un alimento ricco di nutrienti utili alla salute del nostro organismo e presentano un contenuto energetico moderato che permette di poterle consumare almeno due volte alla settimana.  

Il pesce spada.

E' uno dei pesci più pregiati e consumati nelle tavole italiane, soprattutto al Sud Italia, dove abbondano ricette tipiche siciliane che lo vedono come vero e proprio protagonista.

Si tratta di un alimento estremamente proteico e particolarmente magro, per questo risulta particolarmente indicato alle persone che stanno seguendo una particolare dieta alimentare.

La carne del pesce spada è anche un'ottima fonte di vitamine. Anche l'apporto di sali minerali risulta interessante; questo pesce è una buona fonte di potassio, ferro, calcio e fosforo. 

 

 

 

 

 

 

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Alimentazione: i bambini italiani sempre più verdurofobi.

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Cinque porzioni di frutta e verdura al giorno: è questa la quantità consigliata da nutrizionisti ed esperti per una sana e corretta alimentazione. Eppure oggi in Italia, ben 2 genitori su 10, dichiarano di non riuscire a farne mangiare quotidianamente neanche una porzione ai propri figli, confermando così il diffondersi tra i bambini italiani di una vera e propria verdurofobia.

A lanciare l'allarme è l'Istituto Italiano Alimenti Surgelati che alla luce di questa "emergenza" ha stilato un vademecum di consigli pratici, per aiutare i bambini a superare il rifiuto di questi importanti alimenti che giocano un ruolo strategico per il loro apporto giornaliero di vitamine, sali minerali e fibre.

Ecco di seguito i 5 consigli per convincere i bambini a mangiare le verdure. La prima regola è coinvolgere i propri figli nella preparazione dei piatti in cucina; sentendosi partecipi i piccoli chef saranno anche più propensi e maggiormente motivati ad assaggiare ciò che hanno contribuito a portare in tavola. 

Presentare le verdure in piatti cromaticamente divertenti e in formati d'appeal può rappresentare sicuramente un ulteriore incentivo al consumo; zucchine, spinaci, carote, peperoni e zucca consentono preparazioni coloratissime e attraenti per i più piccoli.

Per rendere le verdure ancora più appetitose si può dar vita a delle vere e proprie preparazioni creative, servendo in tavola polpettine, frittate, crocchette, bocconcini a forma di animali, lettere, cuori, faccine sorridenti, ma anche frullati ed estratti

Molto importante è anche proporre porzioni rispondenti ai singoli fabbisogni e all'età dei bambini; sicuramente piatti meno abbondanti risultano essere per loro meno impegnativi da finire.

Infine, se i genitori mangiano tanta verdura, i piccoli avranno davanti ai loro occhi modelli positivi a cui ispirarsi. E il consumo nel 2017 sembra essere cresciuto in Italia, non solo di quelle fresche ma anche di quelle surgelate che hanno registrato un incremento del 3,2%, toccando complessivamente la quota di 408.200 tonnellate. 

 

 

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I 10 cibi perfetti per l'autunno.

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Il passaggio dall'estate all'autunno porta con sè sempre un senso di stanchezza fisica, spossatezza e di malinconia: le ferie sono solo un ricordo e, in questo periodo dell'anno, si è ripresa la normale routine quotidiana; inoltre il cambio di orario e gli sbalzi di temperatura contribuiscono ad avere uno stato psico - fisico un po' in difficoltà.

L'autunno è una stagione ricca di moltissimi alimenti che possono aiutarci ad affrontare il cambio di stagione con la giusta carica: vediamo insieme quali sono i 10 cibi autunnali che non dovrebbero mai mancare nell'alimentazione di questo periodo particolare dell'anno.

  1. L'uva: ricca di ferro, calcio, fosforo e di tante preziose vitamine, è un alimento energetico e calorico (100 grammi contengono circa 70 calorie) che va consumato con moderazione nel caso in cui una persona stia seguendo una dieta, ma un grappolo ogni tanto è davvero un piacere mangiarlo!
  2. La pera: è considerata da tutti come fonte naturale di minerali, fornisce zuccheri semplici e non mette a rischio la linea essendo ipocalorica ed amica dei regimi alimentari controllati.
  3. Il caco: ricco di vitamina C, beta - carotene, potassio e di antiossidanti naturali, aiuta il nostro organismo a proteggere le cellule dall'effetto dei radicali liberi. E' un vero e proprio concentrato d'energia, quindi è molto consigliato per gli sportivi, da mangiare invece con moderazione per persone in stato di sovrappeso. Inoltre, la notevole quantità di zucchero lo rende poco indicato per le persone che soffrono di diabete.
  4. Le arance e i mandarini: questi due frutti sono noti a tutti per il loro alto contenuto di vitamina C ed entrambi stimolano la funzionalità intestinale favorendo una sensazione di sazietà. Contribuiscono anche a mantenere giovane ed elastica la nostra pelle grazie alle loro proprietà antiossidanti. 
  5. La zucca: ricca di beta - carotene, è la vera protagonista dell'autunno. Contiene vitamina A, B e C e numerosi minerali come calcio, sodio, potassio, fosforo, ferro, magnesio ecc. E' un ortaggio povero di calorie e di zuccheri con un notevole potere saziante, è dotata di proprietà antitumorali e ci aiuta a proteggere il nostro sistema cardiocircolatorio.
  6. Il radicchio: ha importanti proprietà depurative e diuretiche ed è un potente alleato nella prevenzione delle malattie legate all'invecchiamento. Presenta un elevato contenuto di vitamine, sali minerali e fibre ed è fortemente consigliato per le persone che soffrono di artrite e reumatismi.
  7. I kiwi: sono un tesoro dell'autunno e quindi bisogna approfittare della loro stagionalità perchè sono un frutto davvero eccezionale ricco di vitamine, fibre e di sali minerali.
  8. Noci e mandorle: alimenti energetici e fonte entrambi di grassi Omega 3, forniscono energia immediata proteggendo il sistema cardiovascolare.
  9. Il pesce azzurro: è presente nei mari italiani in tantissime varietà, facile da digerire, ipocalorico, ricco di Omega 3, selenio, iodio, fosforo e potassio.
  10. La mela: E' un frutto ricco di proprietà benefiche, contiene sali minerali, la vitamina B1, la B2 e la vitamina C. E' un frutto con pochi zuccheri e grassi, ricco di pectina una sostanza che contribuisce a tenere sotto controllo il tasso di glicemia contenuto nel sangue.

Va ricordato che frutta e verdura della stagione autunnale sono ottime alleate per rinforzare le nostre difese immunitarie contribuendo a tenerci lontano dai malanni di stagione come il raffreddore, il mal di gola o l'influenza e, essendo anche ricche di fibre, favoriscono il senso di sazietà e, quindi, sono particolarmente indicate per tutte quelle persone che stanno iniziando o seguendo una dieta, perchè permettono di soddisfare il loro palato mangiando sano. 

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L'alimentazione corretta per sconfiggere il caldo estivo.

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La stagione estiva è il periodo dell'anno in cui è più importante mantenere idratato il proprio organismo per aiutarlo così a raggiungere e mantenere il corretto equilibrio che regola la nostra temperatura corporea.

Con il caldo torrido, le giornate afose, l'elevato livello di umidità percepita, risulta necessario fare molta attenzione a ciò che mangiamo. Infatti, un'alimentazione sana consentirà di contrastare il grande caldo e di reintegrare i liquidi e i sali minerali che si perdono attraverso la sudorazione.

Durante l'estate è buona regola bere molto e spesso, non solo quando si avverte sete, ma anche durante l'intera giornata e questo vale soprattutto per i bambini e gli anziani, che avvertono meno lo stimolo del bere e l'esigenza di reidratarsi.

In particolare, questi ultimi tendono a bere poco e con l'arrivo della stagione estiva sono più soggetti a malori dovuti proprio alla scarsa idratazione e alla carenza di sali minerali. 

E' un luogo comune quello che bere con il caldo porta a sudare di più: va ricordato che la produzione di sudore aiuta il corpo a rinfrescarsi e, quindi, è necessario e consigliato bere almeno 3 litri di acqua al giorno. 

Con l'arrivo dell'estate è inoltre importante seguire una dieta più leggera, equilibrata con l'assunzione di cibi idratanti e bere almeno 10 bicchieri di acqua minerale. 

Consigli da seguire per una corretta alimentazione estiva.

In questi mesi dell'anno, cercate di preferire frutta e verdura fresca e di stagione. Per contrastare l'elevata sudorazione, vanno scelti alimenti ricchi d'acqua, vitamine e sali minerali che sono presenti in grandi quantità nelle verdure, frutta e suoi derivati. 

La frutta fresca non dovrebbe mai mancare soprattutto a colazione e a merenda. Potete scegliere di mangiarla al naturale, oppure bere spremute, frullati, oppure gustare una macedonia senza però l'aggiunta di zucchero.

A pranzo e a cena via libera all'assunzione di insalate, passati, vellutate di verdura cotta. Alimenti molto rinfrescanti sono:

  • la zucchina;
  • il cetriolo;
  • la pesca;
  • l'anguria e il melone.

Evitate di bere bevande ghiacciate.

Un consiglio che vi diamo è proprio quello di evitare, con il gran caldo di questi giorni, di bere bevande ghiacciate in quanto l'improvviso raffreddamento indotto dal liquido congelato può portare a ridurre notevolmente la funzionalità del vostro apparato digerente, provocando congestioni. 

No alle bevande zuccherate.

Le bevande zuccherate all'inizio vi danno subito la sensazione di dissetarvi e rinfrescarvi, ma questo effetto dura poco perché contengono troppi zuccheri o dolcificanti artificiali, oltre ad aromi, conservanti e coloranti, il cui abuso è poco salutare. Anche le acque brillanti o toniche sono prodotti il cui apporto calorico è doppio o superiore a quello di molte aranciate. Un'alternativa sicuramente molto più salutare è quella di bere succhi vegetali, succhi di frutta 100% oppure infusi alla menta, sostanza che vi aiuta a farvi passare il classico mal di testa provocato dall'insolazione.

Con il grande caldo, evitate le bevande alcoliche e i superalcolici.

L'assunzione di alcol va evitata soprattutto nelle ore centrali e più calde della giornata, e in particolare nelle giornate in cui la temperatura supera i 30° all'ombra. Vanno evitati anche i superalcolici, in quanto nell'individuo rendono più impegnativo il processo necessario per la dispersione del calore corporeo e favoriscono la disidratazione.

Si al consumo di cibi freschi.

In questo periodo è preferibile consumare cibi freschi; ad esempio appena svegliati al posto di bere il solito caffè o cappuccino, si può assumere uno Yogurt, oppure un bicchiere di latte di mandorla artigianale, il latte di riso, soia o avena. A pranzo o a cena molto pratici e veloci sono le classiche insalate di pasta o di riso condite con verdure cotte o crude di stagione e con l'aggiunta di uova, formaggi freschi, tonno.

Per non rallentare troppo la digestione, affaticare il fegato e l'organismo è bene evitare pasti abbondanti e consumare cibi leggeri e con pochi grassi, conditi con un filo d'olio extravergine d'oliva. 

Anche gli alimenti troppo salati andrebbero consumati sempre con molta parsimonia, in quanto il sodio presente nel sale trattiene i liquidi nel corpo e la sua azione viene bilanciata dal potassio il cui consumo aiuta a ridurre il gonfiore della pancia. 

 

 

 

 

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Le Fake News che danneggiano il Made in Italy a tavola.

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Le fake news, ovvero il fenomeno molto diffuso su Internet relativo alle notizie false e sensazionalistiche, riguardano anche l'alimentazione. In particolare la Coldiretti ha recentemente pubblicato una sorta di top ten relative alle credenze non supportate da evidenti basi scientifiche, che tuttavia vengono ritenute valide dalla maggior parte dei consumatori. 

D'altronde è facile immaginare quali conseguenze possano portare per la salute un'informazione non corretta in campo alimentare. Questo fenomeno merita di essere considerato con attenzione.

La scorretta informazione nel settore alimentare ha un peso più rilevante che negli altri settori, perché va ad influenzare direttamente la salute delle persone. 

Secondo la Coldiretti, il web si configura sempre più come porto franco delle bufale alimentari, con un preoccupante effetto valanga in una situazione in cui il 53% degli italiani lo ha utilizzato almeno qualche volta durante l'anno per raccogliere informazioni sulla qualità dei prodotti alimentari.

L'indagine ha messo in evidenza come il 25% degli italiani partecipi attivamente a community /blog / chat incentrate sul cibo, proprie o di altri, che influenzano le scelte di acquisto in modo non sempre corretto e veritiero.

La top ten delle fake news a tavola.

Il latte fa male.

La vulgata tra gli internauti vuole che il latte sia dannoso perché è un alimento destinato all'accrescimento di cui solo l'uomo, tra gli animali, si ciba per tutta la vita. In realtà il latte rientra da migliaia di anni nella dieta umana, al punto che il genoma si è modificato per consentire anche in età adulta la produzione dell'enzima deputato a scindere il lattosio, lo zucchero del latte. Il filone di pensiero che ritiene opportuno bandire i latticini dall'alimentazione poggia su un'indagine epidemiologica svolta a partire dal 1983 in Cina, i cui risultati sono stati ritenuti inattendibili dalla comunità scientifica e dall'Associazione Italiana per la ricerca sul cancro.

L'ananas brucia i grassi.

Una bufala molto comune riguarda le presunte proprietà brucia grassi dell'ananas. Un effetto dovuto alla bromelina contenuta nel gambo dell'ananas, che nessuno mangia, che comunque favorirebbe la digestione delle proteine e non la neutralizzazione delle calorie e dei grassi, e di alcune ricerche svolte numerosi anni fa che, nei ratti, avevano evidenziato una leggera azione ipolimezzante di un estratto alcolico dell'ananas, poi smentite dai successivi sviluppi della ricerca scientifica.

Il Kamut è una varietà antica di cereali con proprietà esclusive.

Il Kamut non è altro che un marchio commerciale privato, registrato negli USA, con cui viene venduto il grano della varietà Khorasan. Questa varietà è coltivata anche in Italia e ha caratteristiche particolari che possono essere ritrovate anche nel farro o nella varietà di grano duro italiane, ma il marchio Kamut è registrato negli USA e viene rilasciato solo per il prodotto coltivato in America e in Canada.

La carne fa male e se ne può fare a meno.

Attualmente non esiste alcun studio che provi che mangiare carne anche a piccole quantità sia dannoso per la salute. Al contrario, i vantaggi di una dieta completa che la includa sono scientificamente indiscussi. 

Se ne può fare a meno solo integrando la sua mancanza con altri prodotti animali, come uova, latte e derivati, e in alcuni casi assumendo integratori di vitamine e minerali. 

La carne è ricca di nutrienti ad alto assorbimento, che fornisce nell'immediato tanti elementi necessari alla crescita, allo sviluppo, al mantenimento, alla difesa e alla riparazione del nostro corpo, che nessun altro alimento da solo è in grado di dare.

La banane sono le più ricche di potassio.

Le banane non sono sul podio dei prodotti ortofrutticoli freschi più ricchi in potassio e sono anche appesantite da un elevato contenuto calorico rispetto ai prodotti ortofrutticoli nazionali che lo precedono, sulla base delle tabelle di composizione degli alimenti del Crea - Nutrizione. Al vertice della graduatoria dei prodotti ortofrutticoli freschi ci sono gli spinaci crudi, seguiti dalla rucola e dal cavolo crudo. Le banane, considerate da sempre la fonte di potassio per eccellenza, nel confronto con i prodotti ortofrutticoli freschi nazionali, non si piazzano che al nono posto. Tra la frutta fresca, spicca la leadership il kiwi.

I grassi vanno eliminati dalla dieta.

I grassi sono nutrienti indispensabili per il nostro corpo ed eliminarli dalla dieta può mettere a rischio la salute. L'importante è non abusarne e selezionare quelli più buoni e di qualità, come l'olio extravergine d'oliva.

Chi è intollerante al lattosio non deve mangiare formaggio.

La stagionatura prolungata di molti formaggi porta a una scomparsa del lattosio, o a un radicale calo. Inoltre, anche gli intolleranti al lattosio sono generalmente in grado di tollerare senza problemi e disagi dosi fino a circa 125 ml di latte al giorno.

Lo zucchero di canna non fa ingrassare.

Sono in molti a credere che lo zucchero di canna sia più salutare di quello bianco e contenga quindi meno calorie, tanto da essere indicato per chi è a dieta. In realtà, secondo la Coldiretti, lo zucchero di canna ha le stesse caratteristiche nutrizionali e caloriche di quello bianco raffinato.

Tutti i prodotti alimentari realizzati nell'Unione Europea rispettano le stesse regole.

In Italia ci sono regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino che non valgono in altri Paesi dell'Unione Europea.

I prodotti venduti dal contadino sono meno controllati.

Tutti i prodotti alimentari venduti in Italia devono rispettare gli stessi standard sanitari e devono sottoporsi agli stessi controlli. I produttori agricoli aderenti ad esempio alla rete di Campagna Amica si sottopongono a tre ulteriori livelli di controllo verificati da un Ente terzo. Inoltre l'acquisto diretto dal produttore garantisce maggiore freschezza e l'origine del prodotto del 100% in Italia dove opera il sistema di controlli più capillare. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Decalogo per una sana alimentazione a Pasqua.

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Mantenere un'alimentazione sana a Pasqua senza rinunciare alla tradizione è possibile? Con qualche piccolo accorgimento, si.

Ecco alcuni nostri consigli per vivere in serenità questa Pasqua, senza troppe rinunce e sacrifici, e allo stesso tempo mantenendo un'alimentazione equilibrata. 

Prima di tutto, anche in questa giornata particolare, cercare di rispettare comunque l'alimentazione mediterranea, in quanto è più bilanciata nelle quantità dei nutrienti: in poche parole, anche durante il pranzo pasquale cercate di assumere cereali, proteine e soprattutto le verdure.

Ovviamente senza eccedere. E' facile infatti, lasciarsi prendere la mano quando si mangia in compagnia. In un contesto di festa, come quello pasquale poi, fatto di ricchi menù con tante portate, questo è ancora più facile.

Bisogna, quindi, cercare di limitarsi nelle porzioni, assaggiando e gustando a pieno ogni piatto. Seguire la tradizione si, ma consapevolmente.

Moderate quindi il consumo di pietanze molto grasse, e soprattutto fate attenzione a non esagerare con l'olio: i piatti della tradizione pasquale ne sono molto ricchi. 

Contenete anche l'apporto dei carboidrati: se mangiate un primo di pasta, evitate il pane e le patate. Di norma è sempre buono seguire la regola delle 3 P, ovvero evitare di unire nello stesso pasto la pasta, il pane e le patate, in quanto tutti e tre gli elementi sono carboidrati complessi, cioè nutrienti che devono essere assunti in quantità contenute per non far alzare troppo la glicemia. 

Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), la quantità di carboidrati complessi ingeriti durante la giornata dovrebbe essere compresa tra il 45% e il 60% delle calorie totali assunte.

E i dolci? Non è Pasqua senza la classica colomba o uovo di cioccolato. Si possono mangiare entrambe ma per limitare i danni è meglio lontano dai pasti. 

E quale uovo? Tra cioccolata al latte e cioccolata fondente c'è poca differenza di calorie, ma tanta per la quantità degli antiossidanti: il latte neutralizza gli antiossidanti, rendendoli inefficaci per contrastare i radicai liberi nel nostro organismo. 

Inoltre le persone intolleranti al lattosio devono preferire senz'altro la cioccolata fondente per evitare i gonfiori e le coliche intestinali. 

Importantissime sono le verdure! Fate un piccolo sforzo perché sono fondamentali per molti motivi: oltre a vitamine e nutrienti, forniscono la fibra che limita l'assorbimento di zuccheri e grassi nel sangue rendendoci sazi, impedendoci di mangiare altri cibi.

Se possibile, evitate i fritti: già il pranzo della Pasqua è difficoltoso per la nostra digestione, per la presenza di molti cibi calorici, e andare ad aggiungere anche quelli fritti potrebbe comportare una notte insonne per i bruciori di stomaco.

Frutta sempre bene accetta, evitando però quella secca.

Altra regola fondamentale è quella di limitare bibite gasate ed alcoliche, aumentando invece l'acqua: in questo modo ci saziamo prima limitando l'introito calorico. Attenzione a non berne più di 500 ml durante il pasto, altrimenti rischiamo di rallentare la digestione.

Ultima, ma forse la più importante delle regole, è fare movimento. Dopo pranzo approfittiamo per fare una bella camminata all'aria aperta.

Le festività pasquali, infatti, non sono solo occasione per mangiare e stare in compagnia ma può diventare, visto che siamo entrati in primavera, un momento per fare una bella passeggiata all'aria aperta. 

 

 

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Pausa Pranzo: le 5 regole per tornare al lavoro carichi e concentrati.

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Oggi, complice la crisi economica, sempre più professionisti preferiscono risparmiare portandosi da casa il cibo e trascorrendo la loro pausa pranzo in ufficio. 

Purtroppo per molti, questo vuol dire rimanere intrappolati davanti al computer tra e-mail, notifiche e scadenze da evadere. 

Trascorrere la pausa pranzo lavorando è un grosso errore! Un'alimentazione errata, infatti, oltre al nuocere alla salute può provocare un taglio di produttività del 20%.

Per non compromettere le proprie performance professionali nelle ore pomeridiane è fondamentale staccare la spina: un pasto in tutta tranquillità, una passeggiata al parco, oppure praticare attività sportiva possono ridarci la giusta carica per affrontare al meglio le sfide che il lavoro ci riserva. 

Lo scopo della pausa, è di concedere a mente e corpo quei minuti indispensabili per fare il pieno non solo di cibo ma anche di nuove energie.

Ecco le 5 regole che vi consigliamo di seguire per sfruttare al massimo il lunch time e tornare alla scrivania carichi e concentrati:

Non saltare mai la pausa pranzo.

Un'interruzione tra le ore di lavoro risulta indispensabile per mantenere alto il livello di produttività. Anche se le scadenze incombono e le attività da portare a termine sono sempre tante, è sconsigliato saltare il pranzo. 

Basta anche solo un quarto d'ora per staccare la spina e ricaricarsi di energia e di buon umore.

Tenere lontano il cellulare.

Per mettere da parte momentaneamente ansie, budget e deadline, è bene evitare di controllare la propria posta elettronica tramite smartphone e tablet. 

Solo così mente e corpo possono davvero riposarsi e prepararsi per le successive ed intense ore di lavoro. 

Consigliato, invece, concentrare durante la pausa le chiamate ad amici e familiari che durante l'orario di lavoro sarebbe inopportuno fare: far fruttare i minuti di pausa per sbrigare qualche incombenza personale può aiutare a dimenticare per un po' quello che ci aspetta alla scrivania.

Non parlare di lavoro con i colleghi.

Può capitare di approfittare della pausa per sfogarsi con i colleghi, magari riassumendo le peripezie della mattinata trascorsa nel vostro ufficio.

L'importante è che questa pratica non diventi un'abitudine: è indispensabile, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne magari per socializzare e conoscere meglio i propri compagni di scrivania, scambiarsi opinioni e pareri sugli argomenti più vari.

Evitare di pranzare contando i minuti mancanti.

Sebbene non sempre si ha la possibilità di godere per intero dei tanto sospirati 60 minuti di break. sarebbe meglio evitare di mangiare in fretta e dedicare almeno 30 minuti al pasto. 

Masticare troppo velocemente e finire il proprio piatto velocemente, rende più difficile la digestione e non permette di raggiungere a pieno quell'appagante senso di sazietà.

Fate sport.

La pausa pranzo può essere un buon momento per dedicarsi all'attività fisica: i più sportivi possono recarsi in palestra o a correre nelle vicinanze del luogo dell'ufficio. 

Per chi non ne ha il tempo, oppure la voglia, può concedersi invece una passeggiata al parco oppure per guardare le vetrine dei negozi o per prendere un caffè al bar utile per resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai. 

 

 

 

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Gli italiani e il cibo, ritorno alla semplicità.

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Che cosa mangiano gli italiani a tavola? Cambiano i gusti a tavola dei nostri connazionali, condizionati dalla crisi economica, ma anche dalla cresciuta sensibilità ecologica, dall'attenzione al cibo "light" e dal salutismo imperante (siamo i più magri d'Europa), e perfino dai dettami delle nuove forme di religiosità che oggi riportano sui piatti ingredienti antichi e quasi dimenticati.

Il "Rapporto Coop 2016" illustra le nuove tendenze dei consumi alimentari in Italia, e non sono poche le novità in esso presenti. Si mangia meno, ma con una maggiore attenzione alla salute: la spesa alimentare è ferma, e in particolare si riducono ancora i consumi di carne (- 4,1% rispetto all'anno scorso e meno 13% in 6 anni) si usa meno zucchero raffinato (- 7%), burro (-4%), olio extra vergine d'oliva (-6%) si beve meno latte intero (-15%) e si consuma meno pasta di semola (-3%). Per converso: nei nostri piatti si trova più frutta fresca (+ 4,3%), frutta secca (+ 14,8%) e più pesce (+5,2%).

L'etnico nel carrello della spesa incontra sempre più consensi. come anche i cibi light: nella top ten lo zucchero di canna domina rispetto a quello raffinato come come il latte ad alta digeribilità, i "prodotti senza" (senza sale, senza olio di palma, senza glutine, senza lattosio) crescono (+ 5,7%) e si afferma sempre più lo stile alimentare clean, quello che predilige alimenti privi di conservanti, coloranti, aromi e via di seguito.

Ma come si coniuga questa nuova attenzione?

Anzitutto con la riscoperta degli ingredienti della nonna, diventati i superfood di oggi: vi ricordate lo zenzero?

Ma si va oltre e si pesca con fantasia dalle tradizioni alimentari esotiche: la curcuma, spezia originaria dell'Asia sud orientale e molto usata dalla cucina indiana è diventata un "must nostrano". 

In questa filosofia alimentare, ovviamente i cibi biologici continuano la loro crescita che è sempre a due cifre: + 21% nel primo semestre 2016, fino a raggiungere il 3% sul totale alimentare italiano).

Gallette e composte di frutta sono le più apprezzate dagli italiani. Questa scelta può essere stata influenzata dalle nuove forme di religiosità che si fanno strada nel nostro Paese e che mescolano la pratica fisica, la concentrazione mentale e la ricerca della serenità d'animo: si stima che siano 2 milioni gli italiani che praticano Yoga, il doppio rispetto al 2011. 

Una tendenza che invade il Web dove sui siti specializzati e nelle grandi piattaforme di aggregazione viene venduto un accessorio per la meditazione ogni 83 secondi.

L'altra grande tendenza in corso è quella dettata dagli integratori alimentari che generano in Italia un mercato che ci fa primeggiare in Europa ed è pari a oltre 2,5 miliardi di Euro all'anno. 

Un'ultima sbirciata al carrello degli italiani per osservare che sono in grande crescita i piatti pronti: dalle zuppe (+46) alle insalate (+ 22%), ma anche i secondi e i tramezzini. 

Da questo studio si evince che è in atto una polarizzazione dei consumi: da una parte aumenta l'acquisto di prodotti come il salmone, lo champagne e il tartufo, dall'altra cala il carrello "base", formato da prodotti come l'olio, la pasta, la passata di pomodoro. 

Secondo questo rapporto, sta nascendo sempre più una nuova società nella quale l'ambiente è un bene primario.

La ricerca della sostenibilità dal carrello della spesa è diventata un credo diffuso: in Europa, solo per fare qualche esempio, siamo i più attenti alle etichette e i primi anche nella raccolta differenziata.

Nella Grande Distribuzione, infine, ottengono soddisfazioni economiche solo gli specializzati, in grado di colpire target individuali di consumatori.

La redditività degli specialisti nel largo consumo è cinque volte quella della grande distribuzione tradizionale. 

 

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