I cibi che non possono mancare in tavola a maggio.

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Maggio rappresenta per molti italiani uno dei mesi più piacevoli dell'anno: le temperature quasi estive sono l'ideale per godere delle lunghe giornate di sole fuori casa, o per concedersi una prima vacanza, oppure una passeggiata in compagnia per respirare l'aria di primavera.

Ecco a voi qualche utile suggerimento per godere al meglio di alcuni cibi che ci offre la natura in questo particolare periodo dell'anno!

I piselli.

I piselli sono uno dei regali più buoni che ci dona la primavera. Grazie al loro sapore dolce e delicato si possono utilizzare in modo estremamente versatile in numerose tipologie di ricette: dai muffin salati con prosciutto cotto e piselli, fino ad un grande must della cucina italiana come i fusilli panna, prosciutto e piselli.

Sono dei legumi particolarmente leggeri e altamente digeribili e, solitamente, non danno problemi di aerofagia o meteorismo. Quelli freschi sono molto ricchi di sali minerali, vitamine e acqua, disponendo anche di fibre utili per il benessere intestinale e per contrastare la stitichezza. Aiutano a tenere a bada il colesterolo e la glicemia e, inoltre, sono preziosi amici del cuore, della circolazione e del sistema immunitario.

La cicoria.

La cicoria è una verdura a foglia verde che cresce in modo spontaneo e naturale nei campi in tutto l'anno solare. Oggi esistono in commercio numerose varietà di cicoria che si diversificano principalmente per l'aspetto e per le loro proprietà organolettiche.

Le caratteristiche che le accomunano sono il classico sapore amarognolo che, in base alla singola varietà, può essere più o meno accentuato. Anche questo è un alimento versatile, con il quale si possono preparare molteplici zuppe, torte salate, oppure saporiti contorni da abbinare a piatti di carne o pesce.

La cicoria stimola la concentrazione, aiuta a combattere la sonnolenza, ha potere lassativo e stimola l'attività di pancreas e fegato. Grazie alle sue proprietà benefiche, aiuta a regolare la quantità di glucosio e di colesterolo nel sangue.

I fiori di zucca.

Buoni, delicati e molto coreografici, i fiori di zucca crescono sia nelle zucchine, sia sulle zucche con petali di un colore giallo - aranciato e all'interno presentano grossi pistilli.

Trovano largo impiego in cucina e si prestano ad essere consumati fritti in pastella, ma anche in tante altre gustose preparazioni. La stagione migliore per il loro consumo è decisamente l'estate, anche se si trovano nei banchi dei supermercati italiani per tutto l'anno.

Sono alimenti particolarmente consigliati alle persone che soffrono di problemi di osteoporosi oppure di mancanze minerali e vitaminiche. 

Le ciliegie.

Le ciliegie sono uno dei frutti più buoni che ci offre questa stagione: oltre ad essere un alimento molto gustoso, sono molto utili per la salute del fegato e del cuore, risultando particolarmente adatte anche a coloro che soffrono di diabete. Oggi esistono moltissime varietà di ciliegie in commercio; le più note in Italia sono Ferrovia, Durone e Anella.

Le alici (o acciughe).

Molto simili alle sardine, le alici appartengono alla categoria del pesce azzurro. La loro carne risulta particolarmente gustosa e indicata per essere consumata cruda, previa marinatura, oppure fritte. Sono un alimento ricco di nutrienti utili alla salute del nostro organismo e presentano un contenuto energetico moderato che permette di poterle consumare almeno due volte alla settimana.  

Il pesce spada.

E' uno dei pesci più pregiati e consumati nelle tavole italiane, soprattutto al Sud Italia, dove abbondano ricette tipiche siciliane che lo vedono come vero e proprio protagonista.

Si tratta di un alimento estremamente proteico e particolarmente magro, per questo risulta particolarmente indicato alle persone che stanno seguendo una particolare dieta alimentare.

La carne del pesce spada è anche un'ottima fonte di vitamine. Anche l'apporto di sali minerali risulta interessante; questo pesce è una buona fonte di potassio, ferro, calcio e fosforo. 

 

 

 

 

 

 

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Pasqua 2018 Al Cortile Pizzeria & Grill House.

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Domenica 1 aprile 2018, vi aspettiamo al tradizionale Pranzo Pasquale per festeggiare questa ricorrenza con partenti ed amici assaporando le nostre specialità di carne e pesce.

Ad attendervi ci sarà il nostro speciale menù preparato utilizzando prodotti tipici locali, rispettando le più antiche tradizioni della cucina di montagna veneta e allo stesso tempo, abbracciando gusti e sapori più moderni e tradizionali, permettendovi così di assaggiare alcune eccellenze gastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, come il cestino di polenta e funghi porcini, ma anche l'involtino di asparago adagiato su crema di formaggi tipici bellunesi.

Il menù per il pranzo di Pasqua 2018 è composto da un delizioso e variegato tris di antipasti, da due proposte di primi e secondi piatti, accompagnati dalle nostre invitanti patate al forno, verdure al vapore e dall'immancabile insalata mista, per finire in bellezza con uno squisito dessert preparato dallo Chef Francesco.

Il tutto a € 39,00 a persona, comprensivo di vino, acqua e caffè. Riservate subito il vostro tavolo al 328 754 2227. Al momento della prenotazione, vi preghiamo di segnalarci le vostre intolleranze alimentari al fine di scegliere gli ingredienti più adeguati ed il miglior metodo di lavorazione per evitare contaminazioni nella preparazione delle singole portate.

Scarica il nostro menù per il Pranzo di Pasqua 2018

 

 

 

 

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Storia e origini della Pasqua.

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Per capire la storia della nascita e della celebrazione della Pasqua professata dalle due più grandi religioni monoteiste, il Cristianesimo e l'Ebraismo, dobbiamo fare un salto nel passato e andare a scandagliare i più remoti angoli della storia.

La Pasqua Cristiana glorifica il sacrificio del figlio di Dio, Gesù di Nazareth che, dopo essere stato crocifisso, risorge per liberare gli uomini dal peccato originale. 

La Pasqua Ebraica festeggia la liberazione del popolo giudeo dalla schiavitù dell'Egitto.

L'origine della Pasqua, secondo il Nuovo Testamento, risale alla crocifissione di Gesù, episodio che coincide con la vigilia della celebrazione di quella ebraica. 

I cristiani di origine ebraica onoravano la Resurrezione dopo la celebrazione della Pasqua semitica, mentre i cristiani di origine pagana la ossequiavano tutte le domeniche dell'anno. 

Da questa ambivalenza e confusione di festeggiamenti nacquero numerose controversie che terminarono nel 325 d.C. grazie al Concilio di Nicea, che stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l'equinozio di primavera. 

Nel 525 d.C. si stabilì che questa data doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile.

La Pasqua Cristiana.

La Pasqua cristiana è preceduta dalla Quaresima, un periodo di penitenza di quaranta giorni che va dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo

La Domenica seguente - la Domenica delle Palme - si ricorda l'arrivo del Messia in Gerusalemme e la sua passione.

Da qui inizia la Settimana Santa, durante la quale hanno luogo momenti liturgici ben precisi. 

Dal lunedì al mercoledì è il tempo della Riconciliazione, il giovedì mattina si apre con la Messa del Crisma, in cui vengono benedetti l'olio profumato (utilizzato nei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Ordine), l'olio dei Catecumeni e l'olio degli infermi. 

La sera del Giovedì Santo si svolge la Messa in Cena Domini in ricordo dell'ultima cena di Gesù, alla quale segue la processione al "sepolcro". 

Le ostie, che saranno utilizzate nella celebrazione del venerdì santo, vengono portate in un tabernacolo, il sepolcro, per essere adorate dai fedeli. 

I cristiani considerano il venerdì santo un giorno di contemplazione della passione di Gesù: è infatti in questo giorno che si svolge il rito della Via Crucis, che in maniera figurativa ripercorre l'ultimo giorno di vita del figlio di Dio. 

Questa giornata è, per tutti i fedeli, dedicata al digiuno, testimonianza del bisogno di partecipazione alla Passione e alla Morte di Cristo.

Il Sabato Santo è un giorno di riflessione e preghiera silenziosa. La notte tra sabato e domenica si svolge la Veglia Pasquale, durante la quale si leggono le promesse di Dio al suo popolo. 

Questa notte è scandita da quattro momenti: la Liturgia della luce (benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio pasquale); la Liturgia della Parola (nove letture), Liturgia Battesimale (canto delle Litanie dei Santi, preghiera di benedizione dell'acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi), Liturgia Eucaristica.

Il giorno di Pasqua si festeggia la resurrezione del Redentore.

I simboli della Pasqua.

Nelle celebrazioni liturgiche di Pasqua, tre elementi sorgono a simbolo di questa festività: il fuoco, il cero e l'acqua.

Ma facendo un piccolo passo indietro, nel periodo che precede le festività pasquali, la Quaresima, un elemento è fra tutti il protagonista: la cenere.

La cenere.

E' l'elemento che contraddistingue il primo giorno di Quaresima, periodo di penitenza, digiuno e carità, in preparazione della Pasqua.

La cenere viene sparsa sul capo dei fedeli nelle celebrazioni del mercoledì dopo martedì grasso, e vuole ricordare la transitorietà della vita terrena.

E' un monito che prepara alla penitenza per ricordare che "polvere tu sei e in polvere tornerai".

Secondo la tradizione, la cenere usata nelle celebrazioni del primo mercoledì di Quaresima, è ricavata dalla combustione di ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell'anno precedente.

Il fuoco.

Il fuoco è la somma espressione del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo e della vita sulla morte. Durante la ricorrenza pasquale, questo simbolo raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco nuovo e dell'accensione del cero. 

Nella notte di Pasqua, un fuoco viene accesso fuori dalla Chiesa, intorno ad esso si raccolgono i fedeli e proprio da questo fuoco viene acceso il cero pasquale.

Il cero.

E' il simbolo di Cristo, vera luce che illumina ogni uomo. La sua accensione rappresenta la resurrezione di Cristo, la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo e che, strappandolo alle tenebre, lo porta nel regno della luce assieme agli angeli. 

Dopo l'accensione del cero con il fuoco nuovo, una processione lo accompagna all'interno della Chiesa.

Questa processione di fedeli simboleggia il nuovo popolo di Dio, che segue Cristo risorto, luce del mondo.

L'acqua.

E' l'elemento che purifica ed il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. La notte di Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, il momento in cui il fedele viene incorporato alla Pasqua di Cristo, che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. 

Nelle altre domeniche in cui si compie questo sacramento, è come se si prolungasse e rinnovasse settimanalmente la domenica per eccellenza, la festa di Pasqua. 

 

 

 

 

 

 

 

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Dieta di Primavera: cibo per il cambio di stagione.

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Con l'inizio della primavera già si pensa alla bella stagione e anche la nostra alimentazione cambia; sulla tavola fanno la loro comparsa nuovi frutti e verdure di stagione, adatti a dare la carica contro quella spossatezza tipica della primavera ma che risultano più leggeri, freschi e dissetanti rispetto agli alimenti tipici della stagione invernale.

Come per gli armadi che vengono mobilitati per fare il famigerato "cambio di stagione", così anche il nostro organismo deve impostare la sua routine su abitudini diverse più adatte ai nuovi ritmi. 

Per purificare l'organismo si possono rispettare alcuni semplici accorgimenti, utili a tutti, che rientrano in un orizzonte di benessere e di stile di vita salutare.

Chi ben comincia è a metà dell'opera recita un vecchio detto ed è così anche per iniziare un periodo di depurazione con una specifica dieta primavera. 

Il primo step parte al mattino; appena alzati, a digiuno, è bene bere un bicchiere d'acqua a temperatura ambiente in cui è stato spremuto mezzo limone. Quest'abitudine serve a regolarizzare le funzioni intestinali, a donare luminosità alla pelle, ad idratare l'organismo dopo le ore di sonno.

Nella dieta primavera bisogna bandire il caffè, il tè, gli alcolici, le bevande zuccherine e quelle gassate e bisogna incrementare il consumo di acqua, almeno due litri al giorno. 

Non tutte le acque vanno bene, bisogna prestare attenzione per prima cosa al residuo fisso, che non deve superare i 50 mg/l, e poi al contenuto di sodio, che deve essere basso.

Utilissimo nella dieta primavera è il consumo di una tisana depurativa, che può essere acquistata già pronta o che si può far preparare da un erborista, l'importante è che contenga un mix di sostanze funzionali alla depurazione degli organi filtro e cioè tarassaco, bardana, carciofo, a cui si possono aggiungere maggiori quantità di vitamine e minerali, senza però dover assorbire le calorie di quel certo ammontare di vegetali e frutta. 

Ricordarsi di ridurre il consumo di sale, che è importante per le nostre funzioni dell'organismo, ma che è presente in tantissimi cibi, dunque si rischia facilmente di eccedere.

Attenzione devono prestarla soprattutto le persone che hanno la pressione bassa che possono indulgere un po' di più con questo minerale. 

Queste sono le abitudini da imparare per cominciare da soli una piccola disintossicazione.

L'alimentazione corretta per purificarsi.

Vediamo ora quali sono i vegetali di stagione che possono fornire un aiuto specifico per purificarsi e disintossicarsi.

Iniziamo dalla base della nostra alimentazione, ovvero i cereali.

Perché svolgano la loro azione depurativa è consigliabile consumarli integrali in quanto, grazie al loro contributo di fibre insolubili, favoriscono il transito intestinale riducendo il tempo di contatto con le sostanze indesiderabili, a tutto vantaggio della propria salute.

Tra i cereali integrali il riso è quello con più spiccate azioni depurative: le sue fibre hanno un benefico effetto sulle fermentazioni e microinfezioni batteriche dell'intestino. 

Tra le verdure sono due quelle che si distinguono per le loro proprietà depurative: il tarassaco e il carciofo.

Entrambe appartengono alla famiglia delle composite con una doppia utilità per il fegato. Da una parte stimolano la produzione ma anche l'eliminazione della bile da parte del fegato, con effetto disintossicante; dall'altra sono diuretiche, e di conseguenza facilitano l'escrezione delle tossine e contrastano la ritenzione idrica.

Il tarassaco viene considerata la pianta più importante per il fegato: si chiama taraxacina il principio attivo che stimola il flusso biliare con effetto detossicante. 

Chiamata anche radicchio o dente di leone, è un'erba selvatica ricca di caroteni e minerali che abbonda non solo nei negozi di frutta e verdura ma anche nei nostri prati: vanno raccolte le foglie, i germogli, il colletto della radice. Si può mangiare subito in insalata oppure essiccare per benefiche tisane ma in questo caso va usata la radice della pianta che andrà raccolta in autunno.

Il carciofo, oltre che per l'effetto diuretico è indicato per i disturbi alle vie biliari, riducendo così il rischio di calcolosi. Stimola l'eliminazione del colesterolo da parte del fegato e aiuta a smaltire gli acidi urici derivati dalle proteine animali, che potrebbero accumularsi e favorire la comparsa di dolori articolari. 

Le sostanze epatoprotettrici del carciofo svaniscono con la cottura: meglio consumarlo in insalata tagliato sottile e condito con olio e limone. 

Passando agli altri ortaggi stagionali, i ravanelli sono utili per la funzionalità epatica e sono disintossicanti, oltre ad essere buone fonti di vitamina C e potassio.

Anche l'ortica è considerata depurativa perché agisce sulle secrezioni biliari: va consumata cotte in pizze salate o paste ripiene. 

Non sono proprio di stagione ma virtù dietetiche e depurative hanno anche la cipolla e il cavolo. La prima è ricca di minerali e sostanze antiossidanti ed ha un'azione decongestionante, diuretica, depurativa e anche di disinfettante intestinale grazie all'allicina, che le conferisce il tipico sapore. 

L'azione regolatrice sull'intestino è dovuta anche all'inulina che aiuta la flora batterica buona. 

Tutta la famiglia dei cavoli, oltre al buon quantitativo di potassio e vitamina C, è particolarmente ricca di sostanze antiossidanti, che oltre a combattere i radicali liberi, servono all'organismo per disintossicarsi dalle sostanze chimiche e ormoni eventualmente presenti nel cibo e nell'ambiente.

I rossi frutti di primavera.

La fragola è il frutto più indicato in primavera perchè è molto diuretica e favorisce l'eliminazione degli acidi urici. Purtroppo quella coltivata in serra è trattata con sostanze chimiche e perciò sarebbe preferibile scegliere le fragole coltivate con metodi naturali. 

Anche l'amarena è un frutto molto depurativo perchè è diuretico e anche blandamente lassativo. E' piuttosto difficile trovarla in commercio, perchè ha un periodo di vegetazione breve tra fine maggio e inizio giugno e si conserva poco. 

Al suo posto si può utilizzare la ciliegia che però è meno forte nell'azione depurativa e può dare problemi a livello intestinale. Meglio consumare le ciliegie con moderazione e mai a fine pasto, perchè nello stomaco può combinarsi male con gli altri alimenti e complicare la digestione. 

Più acqua e meno sale ed alcol.

Infine, è molto importante per incrementare l'azione depurativa e ridurre la ritenzione idrica, ricordarsi di bere almeno due litri, due litri e mezzo di liquidi al giorno, anche sottoforma di tisane o infusi, e preferire l'acqua oligominerale a basso residuo di sodio. Al contrario sarà necessario fare attenzione al consumo di alcolici. 

Per contrastare la ritenzione idrica data dal sodio contenuto nel sale da cucina, oltre a limitare questo il più possibile, è consigliabile scegliere vegetali ricchi di potassio ( patate, spinaci, kiwi e banane). 

Da limitare anche i condimenti: sebbene l'olio extravergine di oliva contenga preziose sostanze antiossidanti è bene non esagerare: per sfruttarlo al meglio va usato a crudo e non più di 2 - 3 cucchiaini per ogni pasto principale. 

 

 

 

 

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