La cioccolata calda, una gustosa e irresistibile tentazione invernale.

Pubblicato in Eventi e novità

In queste fredde giornate invernali, la cioccolata calda è un irresistibile e gustosa tentazione che ci avvolge e riscalda con il suo gusto e aroma intenso, permettendoci di tollerare meglio le rigide temperature che incombono in questo periodo dell'anno. Ma dove nasce? E chi ha potuto gustare per primo questa squisita bontà in tazza?

Molto probabilmente le origini storiche della bevanda a base di cacao e latte, vanno fatte risalire ai Maya che, ai loro tempi, erano soliti preparare un intruglio chiamato "Xocoat" a base di semi di cacao tostati e macinati assieme ai fagioli, uniti ad acqua e pepe.

Anche se questa particolare ricetta inizialmente non riscosse molto successo in Europa, gli spagnoli, sempre più affascinati dalla sua mistura esotica, decisero di iniziare ad adeguarla ai propri gusti variandone il sapore da amaro e piccante a dolce, grazie all'aggiunta di una considerevole dose di zucchero e di scorze di frutta e aromi vari come vaniglia e cannella.

Ritenuta in seguito afrodisiaca, questa bevanda divenne molto presto di moda specialmente tra i nobili europei, a tal punto che un'antica leggenda attribuisce a Carlo V il possesso della ricetta segreta e definitiva, giunta poi ai giorni nostri ed infine resa semplice e di facile preparazione grazie alla presenza di due soli ingredienti: il cacao e il latte.

Si narra poi che furono gli inglesi a sostituire l'acqua con il latte, dando vita nel XVIII secolo alle prime Chocolate House, luoghi dove si poteva sorseggiare la cioccolata in tazza parlando tranquillamente di politica, scienza, filosofia e di cultura con gli altri clienti presenti. 

In Italia pare che la "bevanda degli dei" (così veniva definita la cioccolata in tazza) fu bevuta per la prima volta nel Seicento a Firenze, grazie a Francesco d'Antonio Corletti, un viaggiatore dell'epoca che la diffuse dopo un viaggio di ritorno dall'America.

La cioccolata calda è ormai sinonimo di inverno e dolcezza. Stringerla tra le mani ci rimanda immediatamente a paesaggi di montagna e/o natalizi; ma può essere anche gustata a colazione nella speranza che ci aiuti a cambiare in meglio la giornata, oppure a merenda magari seduti vicino al caminetto di una baita in montagna.  

 

Leggi tutto...

Alimentazione: i bambini italiani sempre più verdurofobi.

Pubblicato in Eventi e novità

Cinque porzioni di frutta e verdura al giorno: è questa la quantità consigliata da nutrizionisti ed esperti per una sana e corretta alimentazione. Eppure oggi in Italia, ben 2 genitori su 10, dichiarano di non riuscire a farne mangiare quotidianamente neanche una porzione ai propri figli, confermando così il diffondersi tra i bambini italiani di una vera e propria verdurofobia.

A lanciare l'allarme è l'Istituto Italiano Alimenti Surgelati che alla luce di questa "emergenza" ha stilato un vademecum di consigli pratici, per aiutare i bambini a superare il rifiuto di questi importanti alimenti che giocano un ruolo strategico per il loro apporto giornaliero di vitamine, sali minerali e fibre.

Ecco di seguito i 5 consigli per convincere i bambini a mangiare le verdure. La prima regola è coinvolgere i propri figli nella preparazione dei piatti in cucina; sentendosi partecipi i piccoli chef saranno anche più propensi e maggiormente motivati ad assaggiare ciò che hanno contribuito a portare in tavola. 

Presentare le verdure in piatti cromaticamente divertenti e in formati d'appeal può rappresentare sicuramente un ulteriore incentivo al consumo; zucchine, spinaci, carote, peperoni e zucca consentono preparazioni coloratissime e attraenti per i più piccoli.

Per rendere le verdure ancora più appetitose si può dar vita a delle vere e proprie preparazioni creative, servendo in tavola polpettine, frittate, crocchette, bocconcini a forma di animali, lettere, cuori, faccine sorridenti, ma anche frullati ed estratti

Molto importante è anche proporre porzioni rispondenti ai singoli fabbisogni e all'età dei bambini; sicuramente piatti meno abbondanti risultano essere per loro meno impegnativi da finire.

Infine, se i genitori mangiano tanta verdura, i piccoli avranno davanti ai loro occhi modelli positivi a cui ispirarsi. E il consumo nel 2017 sembra essere cresciuto in Italia, non solo di quelle fresche ma anche di quelle surgelate che hanno registrato un incremento del 3,2%, toccando complessivamente la quota di 408.200 tonnellate. 

 

 

Leggi tutto...

Gli italiani e il cibo, ritorno alla semplicità.

Pubblicato in Eventi e novità

Che cosa mangiano gli italiani a tavola? Cambiano i gusti a tavola dei nostri connazionali, condizionati dalla crisi economica, ma anche dalla cresciuta sensibilità ecologica, dall'attenzione al cibo "light" e dal salutismo imperante (siamo i più magri d'Europa), e perfino dai dettami delle nuove forme di religiosità che oggi riportano sui piatti ingredienti antichi e quasi dimenticati.

Il "Rapporto Coop 2016" illustra le nuove tendenze dei consumi alimentari in Italia, e non sono poche le novità in esso presenti. Si mangia meno, ma con una maggiore attenzione alla salute: la spesa alimentare è ferma, e in particolare si riducono ancora i consumi di carne (- 4,1% rispetto all'anno scorso e meno 13% in 6 anni) si usa meno zucchero raffinato (- 7%), burro (-4%), olio extra vergine d'oliva (-6%) si beve meno latte intero (-15%) e si consuma meno pasta di semola (-3%). Per converso: nei nostri piatti si trova più frutta fresca (+ 4,3%), frutta secca (+ 14,8%) e più pesce (+5,2%).

L'etnico nel carrello della spesa incontra sempre più consensi. come anche i cibi light: nella top ten lo zucchero di canna domina rispetto a quello raffinato come come il latte ad alta digeribilità, i "prodotti senza" (senza sale, senza olio di palma, senza glutine, senza lattosio) crescono (+ 5,7%) e si afferma sempre più lo stile alimentare clean, quello che predilige alimenti privi di conservanti, coloranti, aromi e via di seguito.

Ma come si coniuga questa nuova attenzione?

Anzitutto con la riscoperta degli ingredienti della nonna, diventati i superfood di oggi: vi ricordate lo zenzero?

Ma si va oltre e si pesca con fantasia dalle tradizioni alimentari esotiche: la curcuma, spezia originaria dell'Asia sud orientale e molto usata dalla cucina indiana è diventata un "must nostrano". 

In questa filosofia alimentare, ovviamente i cibi biologici continuano la loro crescita che è sempre a due cifre: + 21% nel primo semestre 2016, fino a raggiungere il 3% sul totale alimentare italiano).

Gallette e composte di frutta sono le più apprezzate dagli italiani. Questa scelta può essere stata influenzata dalle nuove forme di religiosità che si fanno strada nel nostro Paese e che mescolano la pratica fisica, la concentrazione mentale e la ricerca della serenità d'animo: si stima che siano 2 milioni gli italiani che praticano Yoga, il doppio rispetto al 2011. 

Una tendenza che invade il Web dove sui siti specializzati e nelle grandi piattaforme di aggregazione viene venduto un accessorio per la meditazione ogni 83 secondi.

L'altra grande tendenza in corso è quella dettata dagli integratori alimentari che generano in Italia un mercato che ci fa primeggiare in Europa ed è pari a oltre 2,5 miliardi di Euro all'anno. 

Un'ultima sbirciata al carrello degli italiani per osservare che sono in grande crescita i piatti pronti: dalle zuppe (+46) alle insalate (+ 22%), ma anche i secondi e i tramezzini. 

Da questo studio si evince che è in atto una polarizzazione dei consumi: da una parte aumenta l'acquisto di prodotti come il salmone, lo champagne e il tartufo, dall'altra cala il carrello "base", formato da prodotti come l'olio, la pasta, la passata di pomodoro. 

Secondo questo rapporto, sta nascendo sempre più una nuova società nella quale l'ambiente è un bene primario.

La ricerca della sostenibilità dal carrello della spesa è diventata un credo diffuso: in Europa, solo per fare qualche esempio, siamo i più attenti alle etichette e i primi anche nella raccolta differenziata.

Nella Grande Distribuzione, infine, ottengono soddisfazioni economiche solo gli specializzati, in grado di colpire target individuali di consumatori.

La redditività degli specialisti nel largo consumo è cinque volte quella della grande distribuzione tradizionale. 

 

Leggi tutto...

Torta Mimosa: il dolce della Festa della Donna.

Pubblicato in Eventi e novità

La Giornata Internazionale della donna è una celebrazione nata negli Stati Uniti per ricordare un gruppo di donne operaie morte l'8 Marzo 1908 in una fabbrica a seguito di una protesta per le pessime condizioni in cui erano costrette a lavorare. 

Simbolo di questa giornata è divenuta nel tempo la mimosa, un fiore caratterizzato da un profumo intenso e da fiori gialli riuniti in capolini sferici.

Il colore e la forma di questo fiore hanno ispirato l'origine della Torta Mimosa, che nasce senza aver nessun legame con la Festa della Donna.  Ad inventare questo dolce sembra sia stato un pasticciere italiano, Adelmo Renzi, proveniente da un paese in Provincia di Rieti, negli anni Cinquanta. 

Il debutto ufficiale della Torta Momosa sarebbe avvenuto a Sanremo, nel 1962, durante un concorso dolciario vinto dalla creazione di Adelmo Renzi. 

Il nome in realtà era stato scelto per omaggiare la città dei fiori: il suo inventore pensò di ricoprire l'intera superficie della torta con pezzetti di Pan di Spagna che potevano ricordare i piccoli fiori gialli. 

La ricetta autentica della Torta Mimosa non fu mai svelata, ma da quel momento venne associata con grande fortuna alla Festa della Donna.

Come si prepara la Torta Mimosa?

Per cucinare la Torta Mimosa è necessario come prima cosa preparare il Pan di Spagna, da utilizzare sia come base che come decorazione del dolce: la copertura dovrà ricordare i fiori della mimosa.

Per la farcitura, le varianti sono davvero molte, ma quella classica prevede la crema pasticciera: dovrete inoltre preparare anche la bagna al liquore e la panna montata. 

Le dosi si riferiscono a 6 persone circa.

Il Pan di Spagna.

Iniziate preparando il Pan di Spagna: mettete in una terrina i tuorli di 6 uova e 250 grammi di zucchero, che vanno mescolati energicamente.

Unite 300 grammi di farina setacciata a pioggia e una bustina di vanillina; incorporate delicatamente gli albumi e montate il tutto a neve: potete anche aggiungere la buccia grattugiata di un limone.

Imburrate e infarinate su una teglia a bordi alti, del diametro di circa 24 centimetri, informate a 180 gradi per circa 30 minuti. 

Una volta cotto, sfornatelo e lasciatelo raffreddare.

La Crema Pasticcera

Approfittate del tempo in cui cuoce il Pan di Spagna per dedicarvi alla preparazione della sua farcitura. 

In una casseruola mescolate quattro tuorli d'uovo con cinque cucchiai di zucchero, aggiungete 40 grammi di farina, la buccia di un limone grattugiata e una punta di vanillina.

Mettete sul fuoco 400 millilitri di latte e quando sarà quasi bollente versatelo a piccole quantità sul vostro composto, continuando a mescolare con la frusta.

A questo punto, mettete la casseruola sul fuoco, girando con un cucchiaio di legno.

A poco a poco, la crema inizierà ad addensarsi: toglietela dal fuoco e lasciatela raffreddare, continuando sempre a mescolare di tanto in tanto per evitare che si formi una pellicola sulla superficie.

Mentre aspettate che si raffreddi, montate a neve 250 grammi di panna fresca e poi amalgamatela alla crema pasticcera.

Per ottenere la bagna di liquore, fate sciogliere in un pentolino due cucchiai di zucchero insieme a 200 millilitri di acqua e due cucchiai di liquore.

L'assemblaggio della torta.

Non vi resta ora che assemblare la torta: prendete il Pan di Spagna e tagliate orizzontalmente la parte superiore, come se fosse un coperchio. Svuotate la base con molta cautela e tenete da parte la mollica.

Inumidite il Pan di Spagna spennellando la bagna al liquore, riempite la base con la crema pasticciera, senza finirla del tutto.

Chiudete la torta con la calotta del Pan di Spagna, anch'essa bagnata con il liquore; ricoprite tutta la torta con la crema pasticciera rimasta e poi decoratela con le molliche di Pan di Spagna, che andranno distribuite uniformemente in superficie, formando una soffice cupola. Lasciate la Torta Mimosa in frigo per almeno un'ora prima di servirla.

 

 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS