La Carbonara: una ricetta romano - statunitense.

Pubblicato in Eventi e novità

La pasta alla carbonara è una delle ricette più storpiate, malinterpretate, ma anche una delle più amate al mondo. Nel cercare di tracciare la storia di questo piatto, è inevitabile mescolare la realtà alle tante leggende, che hanno contribuito alla nascita di diverse supposizioni che, ancora oggi, non è chiaro se siano affidabili o meno.

Sicuramente una delle ipotesi più credibili sulle origini della carbonara vede come protagonista la Regione Lazio che si vanta di avere questo tipo di pasta tra le sue ricette tipiche.

Ma quand'è che si sente parlare per la prima volta di carbonara? Possiamo far risalire questo evento al 1944, anno in cui il bacon cominciò per la prima volta ad essere commercializzato nei mercati di Roma, in quanto importato dagli americani dopo che questi avevano liberato la città.

Si narra, infatti, che i soldati alleati impegnati durante la Seconda Guerra Mondiale sulla linea Reinhard, ebbero l'occasione di assaggiare e affezionarsi presto alla pasta Cacio e Ova abruzzese. Fu quindi per loro naturale, aggiungere il guanciale ed eventualmente la pancetta affumicata importata proprio dagli Stati Uniti.

Questi erano i sapori tipici che rievocavano la casa ai soldati, ma ciò non impedì ai romani, una volta scoperta la ricetta, di far propria la pasta alla carbonara, a tal punto che oggi nessuno oserebbe metterne in dubbio la sua paternità geografica.

La Carbonara, perchè si chiama così?

L'origine e la storia della carbonara non spiegano però per quale ragione venne assunto questo nome all'evoluzione con il guanciale della pasta Cacio e Ova. Secondo autorevoli fonti e studi, il nome sembra far riferimento proprio alla tradizione: si racconta che venne chiamata carbonara in onore dei boscaioli che lavoravano sugli Appennini raccogliendo la legna per farne successivamente il carbone. Ma tra le infinite leggende tramandate di generazione in generazione ce n'è una che la lega alla storia di una nobildonna del Polesine che, nell'Ottocento, era solita ospitare le riunioni della carboneria e, molto probabilmente, allietava le lunghe discussioni servendo un succulento piatto di pasta ai presenti.

Come si prepara la Pasta alla Carbonara?

La vera pasta alla carbonara si prepara con il guanciale tagliato a listarelle e fatto cuocere in pentola finchè non diventa leggermente croccante. L'uso della pancetta affumicata, sebbene contemplato da alcuni manuali di cucina, non è prettamente filologico. Tra gli altri ingredienti che non possono mancare nella preparazione di questo piatto si annoverano: tuorli d'uovo, un uovo intero, il pecorino grattugiato, sale e pepe.

Infine, ecco qualche trucco del mestiere: per evitare quello che in cucina viene chiamato effetto frittata, bisogna evitare che l'uovo venga aggiunto alla pentola finchè è sul fuoco.

Se viene a contatto con temperature superiori ai 75°C, è inevitabile che si cuocerà molto in fretta, addensandosi e rovinando la squisitezza del piatto. Un'ultima chicca riguarda il pepe: per servire in tavola un'eccellente carbonara, il suggerimento è quello di macinarlo al momento, evitando l'utilizzo di quello già in polvere, al fine di dare quel tocco di sapore in più al vostro piatto, che può aiutarvi a fare la differenza.  

 

Leggi tutto...

La Birra Artigianale Made in Italy: una lunga storia di successo.

Pubblicato in Eventi e novità

Il mercato della birra artigianale in Italia è protagonista, ormai da diversi anni, di un vero e proprio successo: gli italiani hanno riscoperto il piacere di bere una birra prodotta da birrifici locali che hanno deciso di investire sulla qualità della lavorazione e delle materie prime che compongono gli ingredienti della birra.

Le ragioni di questo enorme successo, sono da attribuire alle piacevoli ed indimenticabili sensazioni che un prodotto di alta qualità è in grado di far provare: le birre prodotte artigianalmente, regalano all'olfatto e al palato gusti e profumi decisamente ricchi e intensi, cosa che non avviene decisamente per le birre industriali che prevedono un processo produttivo incentrato più sul low cost delle materie prime.  

La rivoluzione della birra artigianale è un fenomeno che ha interessato il nostro Paese già dalla metà degli Anni 90, anche se l'origine è da attribuire all'America. Nel 1965, in California, Fritz Maytag rilevò l'Anchor Brewing Company, un birrificio quasi fallito con l'idea di rilanciarlo attraverso un nuovo posizionamento sul mercato basato sulla reintroduzione di metodi di birrificazione tradizionali. 

Quest'idea di business promuoveva un generale abbandono delle sofisticazioni della società massificata e, inoltre, le birre prodotte da Maytag si ispiravano anche ai parametri presenti nell'Editto della Purezza tedesco del 1516 e ricordavano un modo di fare birra europeo, sinonimo di alta qualità ed innovazione produttiva.

Dalla California la nuova tendenza si diffuse prima sulla costa est degli Stati Uniti d'America, e poi in Sud America, in Europa del Nord, in Australia e in Nuova Zelanda. Poi, anche se più lentamente, in quei Paesi che per tradizione avevano una maggiore propensione alla produzione e al consumo di vino

Nel 1996 in Italia nascevano i primi birrifici artigianali, concentrati soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto. I pionieri in questo campo sono stati sicuramente Teo Musso di Baladin e Agostino Arioli del Birrificio Italiano, Leonardo Di Vincenzo della Birra del Borgo, Luigi D'Amelio di Extraomnes e Riccardo Franzosi del Birrificio Montegioco, che si fecero promotori di aprire le porte alla birra artigianale prodotta con ingredienti locali.

Oggi nel nostro Paese sono presenti oltre 250 produttori artigianali distribuiti su tutto il territorio, isole comprese e, attualmente, si contano oltre 750 microbirrifici a volte microscopici per volume produttivo e dimensioni aziendali, che producono birre reinterpretando liberamente le tipologie tradizionali dei principali paesi produttori.

Proprio in Veneto, con oltre ottanta birrifici artigianali, si è dimostrata una delle regioni più attive per la presenza di queste realtà artigianali capaci di attrarre un pubblico sempre più folto, attento e preparato in campo alimentare. 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS