Gli italiani e il boom dei prodotti a chilometro zero.

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Un vero e proprio ritorno al passato, una riscoperta dei prodotti tipici italiani di alta qualità e la spesa fatta direttamente dai produttori agricoli locali stanno riscuotendo un periodo di forte interesse sia da parte dei consumatori, sia dell'opinione pubblica in generale.

Oggi l'idea di acquistare prodotti a chilometro zero trova il consenso di un numero sempre maggiore di persone e gli aspetti positivi di questo nuovo modo di fare compere sono davvero tantissimi.

A delineare le caratteristiche di questa nuova tendenza in atto è una recente indagine che ha messo in evidenza come quest'anno quasi sei italiani su dieci hanno optato per un acquisto di un prodotto a km 0 almeno una volta al mese, recandosi personalmente in malghe, cantine vitivinicole, aziende agricole, agriturismi, fiere gastronomiche. 

Va ricordato che effettuando la spesa dal proprio contadino di fiducia si acquistano prodotti locali freschi e genuini, nel pieno rispetto della loro stagionalità. Gli effetti positivi di questa azione per i consumatori si riflettono anche su una drastica riduzione degli sprechi alimentari che vengono diminuiti proprio per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita, non dovendo più rimanere per tanto tempo in viaggio.

Oltre a questo, nei mercati locali è possibile scoprire specialità gastronomiche del passato che sono state salvate e/o recuperate grazie all'importante lavoro svolto degli agricoltori che difficilmente trovano spazio nei tradizionali canali di vendita, dove oggi prevalgono sempre più criteri rigidi dettati dalla necessità di standardizzazione delle merce in entrata e uscita e di grandi quantità di promozioni / offerte commerciali.

Il nostro Paese è riuscito a conquistare in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e alla Francia, disponendo della più vasta rete di vendita diretta dei produttori agricoli organizzata grazie alla Fondazione Campagna Amica, che oggi è composta da 7.200 fattorie, 1.250 mercati, 2.200 agriturismi a cui si aggiungono 550 ristoranti, 210 orti urbani e 30 punti di street food, dove arrivano prodotti coltivati su 200.000 ettari di terreno.

Nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica si possono trovare una vasta gamma di prodotti del territorio acquistabili direttamente dagli imprenditori agricoli nel pieno rispetto di severe regole di comportamento e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo effettuato da un soggetto terzo.

Anche lo staff del Ristorante "Al Cortile" Grill House condivide pienamente l'importanza che riveste oggi acquistare prodotti a chilometro zero in quanto rappresenta un importante gesto di attenzione verso il rispetto del proprio territorio, della tutela dell'ambiente e del paesaggio che lo circonda, ma anche un sostegno all'economia e all'occupazione locale. Si tratta di una nuova responsabilità sociale che si è diffusa tra le persone durante il perdurare della crisi economica che ha visto una maggiore crescita dei mercati contadini che in Italia si sono trasformati da luogo di acquisto, a vere e proprie location per sperimentare e vivere veri momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà sociale. 

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Lo Schiz: formaggio tipico bellunese

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Lo "Schiz" è un formaggio tipico della Provincia di Belluno che nasce nelle malghe di montagna ed è prodotto con latte vaccino.

Non c'è certezza sulla vera origine del suo nome. Alcuni lo fanno risalire al fatto che i malgari recuperavano i residui di cagliata che schizzavano fuori dalle fascere durante la fase di pressatura o schiacciatura, in dialetto locale "schizar"; altri invece dallo schizzare delle goccioline di siero che escono dal formaggio durante la sua cottura.

Si tratta di un cibo antico, riscoperto negli ultimi decenni e molto apprezzato dalle persone per il gusto particolare che acquista con la sua semplice preparazione.

Viene prodotto con latte vaccino crudo molto fresco, intero oppure parzialmente scremato. La pasta compatta è di colore bianco candido.

Commercializzato in forme rettangolari di circa 2 chilogrammi, viene venduto a fette. Presenta un sapore dolce e delicato poiché  nel processo di produzione non viene aggiunto il sale.

Il latte può essere lavorato senza aggiunta di colture microbiche e coagulato mediante l'utilizzo di caglio in polvere o liquido a temperature variabili dai 32 ai 38 gradi centigradi, a seconda delle varie lavorazioni.

Dopo circa 15 - 20 minuti si esegue il taglio, fino ad ottenere la dimensione della cagliata a nocciola, portando la temperatura a 41 - 42 gradi centigradi. 

La cagliata viene estratta e immersa in acqua fredda per 10 minuti, allo scopo di bloccare l'incremento di acidità.

Terminata la fase di raffreddamento, il formaggio viene posto negli appositi cestelli di plastica di forma quadrata per la formatura per circa un'ora e, infine, riposto in frigorifero.

Lo "Schiz" trova numerosi impieghi in cucina. Fritto in padella con una noce di burro e sale, abbinato con la polenta costituiva il piatto unico di una cucina "povera" ma sana e genuina.

Oggi "polenta e schiz" si può gustare in quasi tutti i rifugi e nei locali caratteristici della Provincia di Belluno, ma è talmente semplice e veloce da preparare, che può tranquillamente comparire su tutte le nostre tavole. 

Si può acquistare tutto l'anno nelle latterie del bellunese ma anche presso la distribuzione organizzata in quasi tutto il territorio della Regione Veneto.

Il formaggio Schiz risulta iscritto nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del Veneto e compare tra i prodotti della Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi e, inoltre, anche nella Carta Qualità del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

 

 

 

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