Pranzo di Pasqua sulle Dolomiti Bellunesi. Scopri il menù.

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Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi... è vero, il detto recita proprio così. In ogni caso sia che veniate con la vostra famiglia al gran completo, oppure in compagnia dei vostri migliori amici, anche quest'anno abbiamo pensato di accogliervi con un menù genuino, sfizioso e carico di gusti invitanti, che interpreta al meglio i piatti tipici della cucina italiana in chiave moderna, con sapori unici capaci di soddisfare anche i palati più esigenti e raffinati. 

Un momento conviviale unico e memorabile da trascorrere in dolce compagnia in una location esclusiva situata all'ingresso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Scarica il menù del Pranzo di Pasqua 2019 e prenota subito il tuo tavolo telefonando al 328 754 2227.

 

 

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L'origine e i Dolci Tipici del Carnevale.

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La parola "Carnevale" deriva dall'espressione "Carnem levare" con cui, nel Medioevo, si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima, sino al Giovedì Santo prima della Pasqua. Il Carnevale nel calendario liturgico cattolico / romano, si colloca tra l'Epifania (6 gennaio) e la Quaresima.

Le prime testimonianze documentate di questa festività risalgono all'epoca medievale e parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato godimento di pietanze, bevande e piaceri sensuali. Questo periodo coincide anche con l'inizio dell'anno agricolo, un chiaro indizio che permette di poter collegare il Carnevale alle feste greche di impronta dionisiaca e a quelle romane dei Saturnali, festeggiamenti solenni in onore del Dio Saturno, durante i quali si aveva una temporanea sospensione del rapporto che intercorreva tra servo e padrone.

Proprio durante il Medioevo questa ricorrenza inizia ad assumere connotazioni più precise, tanto da essere definita " la festa dei folli". Nell'età della Controriforma, il Carnevale ha incontrato varie resistenze da parte sia della Chiesa, sia di diversi ordini religiosi. Questo però, fu anche il periodo in cui le compagnie dei guitti più fortunate, riuscirono a salvarsi dalla censura ecclesiastica anche grazie alla protezione ricevuta dai potenti, mentre quelle meno abbienti furono costrette a spostarsi di piazza in piazza, di città in città, per poter mettere in scena i propri costumi e i propri drammi cavallereschi. 

Nel Cinquecento, gli attori in maschera più affermati sono tenuti e obbligati a mettere la loro arte al servizio dei mecenati, esibendosi davanti ad una corte di una èlite privilegiata ed organizzando spettacoli nelle suntuose sale dei palazzi rinascimentali, nei giardini principeschi e nelle regie dei magnati.

In questo periodo il Carnevale è una prerogativa dei nobili, che prende rapidamente piede in tutta Italia, favorendo la nascita e lo sviluppo di splendide scenografie, maschere regionali e la diffusione di compagnie girovaghe.

Fu nel Seicento che il Carnevale divenne una festa popolare e le varie maschere della Commedia dell'Arte, adattarono il linguaggio dialettale - popolare della loro regione d'origine (es. il servo Pulcinella rappresenta Napoli, il servo Arlecchino la regione bergamasca).

Le ricette tradizionali del Carnevale di Venezia: frittelle, galani e castagnole.

Oggi i tradizionali dolci del Carnevale di Venezia sono sempre più diventati famosi in tutto il mondo: frittelle dolci, galani e castagnole sono le tipiche ricette del Carnevale, apprezzate molto sia dai turisti, sia dagli stessi veneziani e italiani.

L'origine di queste prelibatezze è antichissima e le numerose varianti presenti attualmente rappresentano un'affascinante testimonianza storica delle diverse tradizioni che hanno seguito nei secoli avvenire le ricette dei dolci originali di Carnevale.

Le Frittelle.

Tra le tante ricette di Carnevale, da sempre indiscusse regine sono le frittelle, diffuse oggi in tutta la Regione del Veneto: oltre alla tradizionale frittella alla veneziana, ne esistono notevoli varianti che prevedono l'aggiunta di frutta, fiori, ortaggi, erbe cipolline, riso e polenta.

Durante la Repubblica di Venezia, le frittelle venivano prodotte solo dai fritoleri: nel XVII secolo, questi si unirono in un'associazione che garantiva a chi ne faceva parte la successione per i propri figli e l'esclusività per la produzione in una determinata area.

La corporazione rimase attiva fino alla caduta della Repubblica di Venezia, ma l'arte dei fritoleri scomparve ufficialmente da Venezia solo alla fine dell'Ottocento.

Si narra che i fritoleri fossero soliti impastare le frittelle per poi friggerle in padelle con olio, grasso di maiale o burro. Una volta pronte, venivano successivamente cosparse di zucchero e sistemate su grandi piatti con a fianco gli ingredienti usati per la loro preparazione (uova, farina, zucchero, uvetta, pinoli) allo scopo di sottolinearne la loro genuinità.

I Crostoli o Galani.

La ricetta dei Crostoli è ancora più antica di quella delle frittelle. I Galani sono delle sfoglie di pasta a base di uova, farina, zucchero e burro che vengono tagliate a strisce e fatte friggere nell'olio bollente.

Una volta cotte, quando diventano più croccanti, si fanno asciugare e si cospargono di zucchero a velo. Questa ricetta è molto antica e si presume che risale all'epoca dei Romani, proprio per questo, i crostoli si ritrovano oggi un po' in tutta la Penisola seppur con diverse varianti e nomi (chiacchiere, bugie, frappole, crostoli). 

Le Castagnole.

Le Castagnole sono una variabile delle frittelle; sono più piccole e dorate, presentano un impasto più consistente delle frittelle e, solitamente, non hanno particolari ripieni o farciture di alcun tipo. 

 

 

 

 

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Come apparecchiare la tavola di Pasqua.

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Come per tutte le Feste che prevedono un pranzo, apparecchiare la tavola di Pasqua in modo da renderla assolutamente speciale alla vista, è importante almeno quanto studiare ricette adatte e gradite ai commensali.

L'occhio vuole, anzi, esige la sua parte, e questo concetto è valido anche per l'estetica dell'apparecchiatura, oltre che per quella delle pietanze. 

Decorare la tavola per il pranzo di Pasqua non è, però, un'operazione difficile, al contrario, proprio come per il Natale, sarà sufficiente utilizzare in modo armonioso i colori e arricchire il tutto con qualche simbolo tipicamente pasquale.

A nostro avviso, poichè questa importante ricorrenza religiosa cade nel pieno fulgore della primavera, non c'è niente di meglio che approfittare proprio della natura che si risveglia per trarre spunti ed idee divertenti su come creare una tavola che lasci tutti a bocca aperta.

Vediamo qualche suggerimento in merito!

Il Centrotavola Pasquale.

Il Centrotavola di Pasqua si può realizzare in tanti modi, ci si può affidare ad esempio alla frutta e ai fiori, se vogliamo seguire il tema primaverile, ma possiamo orientarci anche su un centrotavola più tradizionale e quindi optare per una composizione fatta con gli ovetti di Pasqua o con simpatici coniglietti in ceramica.

Naturalmente il centrotavola deve essere in colori allegri e vivaci, come del resto vuole questa ricorrenza. Il centrotavola di ispirazione pasquale, può essere ad esempio costituito da un coniglietto bianco in ceramica, attorniato da ovetti e, se siamo veramente golosi, persino un coniglietto di cioccolata.

I segnaposto.

Una prima idea che vi diamo è di scegliere un'apparecchiatura che sia in tema con la Pasqua, quindi possiamo usare delle uova colorate come segnaposto, oppure dei piccoli pupazzetti a forma di pulcino o coniglietto.

Se invece preferiamo una tavola più primaverile possiamo affidarci ai fiori e ai rametti di ciliegio freschi, tipici della bella stagione.

Un mazzetto accanto al piatto di ciascuno e poi un bel centrotavola con tanti colorati fiori!

La tavola di Pasqua elegante.

Una tavola di Pasqua elegante è quella dallo stile classico; tovaglia bianca, bicchieri trasparenti in cristallo, posate rigorosamente ordinate come vuole il galateo. 

Il tovagliolo deve essere piegato nel piatto o sotto le posate stesse che dovrebbero essere in argento.

Anche la posata da dessert dovrebbe essere ordinatamente sistemata sulla tavola, praticamente fra il piatto e il bicchiere. 

Non andrebbero utilizzate bottiglie, ma tanto il vino che l'acqua dovrebbero essere serviti in caraffe trasparenti.

La tavola di Pasqua per i vostri bambini.

Scegliete per loro tante decorazioni! In tema pasquale, vi consigliamo coniglietti di cioccolato qua e là, ovetti colorati, piccoli pulcini e candide gallinelle, nidi realizzati con della paglietta da pacco e fiori, anche di carta, se siete bravi a realizzarli.

Colori accesi o pastello per i tovaglioli, e poichè, si sa, i bambini amano fare qualche pasticcio a tavola, usate pure i piatti e i bicchieri di plastica, purchè siano colorati e, perchè no, tutti diversi gli uni dagli altri. 

Le tovaglie Pasquali fai da te.

La tovaglia va benissimo bianca, magari in un tessuto dalla trama un po' grezza. Su questa base possiamo aggiungere delle decorazioni realizzate a mano, dei piccoli ricami particolari, oppure la stoffa si può dipingere con semplici disegni floreali.

La tovaglia può anche essere decorata ricorrendo a delle decorazioni fai da te provvisorie, ovvero delle applicazioni di stoffa che possono essere tolte una volta terminato il loro utilizzo.

Gli oggetti immancabili sulla tavola di Pasqua.

Sono tre gli oggetti imprescindibili per apparecchiare la tavola di un pranzo informale o comunque più elegante:

  • la brocca per l'acqua: in cristallo, vetro decorato oppure, perchè no, in argento per una tavola formale. Una o anche più d'una, la brocca d'acqua donerà quel tocco chic e retrò alla vostra tavola di Pasqua.
  • I sottopiatti: osate con dei sottopiatti colorati ed eccentrici oppure con sottopiatti bianchi, meglio ancora in vetro per adattarli ad ogni genere di mise en place. L'ideale è scegliere dei sottopiatti dello stesso materiale dei piatti utilizzati.
  • Piattino del pane: in argento per una tavola formale e raffinata, oppure in ceramica bianca per una tavola in stile shabby chic. 

 

 

 

 

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Decalogo per una sana alimentazione a Pasqua.

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Mantenere un'alimentazione sana a Pasqua senza rinunciare alla tradizione è possibile? Con qualche piccolo accorgimento, si.

Ecco alcuni nostri consigli per vivere in serenità questa Pasqua, senza troppe rinunce e sacrifici, e allo stesso tempo mantenendo un'alimentazione equilibrata. 

Prima di tutto, anche in questa giornata particolare, cercare di rispettare comunque l'alimentazione mediterranea, in quanto è più bilanciata nelle quantità dei nutrienti: in poche parole, anche durante il pranzo pasquale cercate di assumere cereali, proteine e soprattutto le verdure.

Ovviamente senza eccedere. E' facile infatti, lasciarsi prendere la mano quando si mangia in compagnia. In un contesto di festa, come quello pasquale poi, fatto di ricchi menù con tante portate, questo è ancora più facile.

Bisogna, quindi, cercare di limitarsi nelle porzioni, assaggiando e gustando a pieno ogni piatto. Seguire la tradizione si, ma consapevolmente.

Moderate quindi il consumo di pietanze molto grasse, e soprattutto fate attenzione a non esagerare con l'olio: i piatti della tradizione pasquale ne sono molto ricchi. 

Contenete anche l'apporto dei carboidrati: se mangiate un primo di pasta, evitate il pane e le patate. Di norma è sempre buono seguire la regola delle 3 P, ovvero evitare di unire nello stesso pasto la pasta, il pane e le patate, in quanto tutti e tre gli elementi sono carboidrati complessi, cioè nutrienti che devono essere assunti in quantità contenute per non far alzare troppo la glicemia. 

Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), la quantità di carboidrati complessi ingeriti durante la giornata dovrebbe essere compresa tra il 45% e il 60% delle calorie totali assunte.

E i dolci? Non è Pasqua senza la classica colomba o uovo di cioccolato. Si possono mangiare entrambe ma per limitare i danni è meglio lontano dai pasti. 

E quale uovo? Tra cioccolata al latte e cioccolata fondente c'è poca differenza di calorie, ma tanta per la quantità degli antiossidanti: il latte neutralizza gli antiossidanti, rendendoli inefficaci per contrastare i radicai liberi nel nostro organismo. 

Inoltre le persone intolleranti al lattosio devono preferire senz'altro la cioccolata fondente per evitare i gonfiori e le coliche intestinali. 

Importantissime sono le verdure! Fate un piccolo sforzo perché sono fondamentali per molti motivi: oltre a vitamine e nutrienti, forniscono la fibra che limita l'assorbimento di zuccheri e grassi nel sangue rendendoci sazi, impedendoci di mangiare altri cibi.

Se possibile, evitate i fritti: già il pranzo della Pasqua è difficoltoso per la nostra digestione, per la presenza di molti cibi calorici, e andare ad aggiungere anche quelli fritti potrebbe comportare una notte insonne per i bruciori di stomaco.

Frutta sempre bene accetta, evitando però quella secca.

Altra regola fondamentale è quella di limitare bibite gasate ed alcoliche, aumentando invece l'acqua: in questo modo ci saziamo prima limitando l'introito calorico. Attenzione a non berne più di 500 ml durante il pasto, altrimenti rischiamo di rallentare la digestione.

Ultima, ma forse la più importante delle regole, è fare movimento. Dopo pranzo approfittiamo per fare una bella camminata all'aria aperta.

Le festività pasquali, infatti, non sono solo occasione per mangiare e stare in compagnia ma può diventare, visto che siamo entrati in primavera, un momento per fare una bella passeggiata all'aria aperta. 

 

 

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Storia ed origini della Colomba Pasquale.

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La colomba è, insieme all'uovo di cioccolato, uno dei dolci tipici della tradizione di Pasqua: diffusa in tutto lo Stivale, la ricetta originaria è di provenienza lombarda, sebbene negli anni si siano sviluppate le più creative varianti da regione a regione. 

Quando nasce e quali sono i significati di questa prelibatezza?

La storia della colomba pasquale è da sempre circondata da miti e leggende: sono infatti moltissime le interpretazioni sulla sua nascita, sebbene appaia ormai certo che derivi invece da un'idea commerciale nei primi anni del '900. 

Ufficialmente si fa risalire la nascita della colomba nei primi decenni del novecento, grazie a un'intuizione industriale rivelatasi di successo. 

Il tutto accade a Milano negli anni '30 presso le strutture della ditta Motta, quando il direttore della pubblicità Dino Villani avanzò una proposta vincente.

L'azienda, già conosciuta per i suoi famosi panettoni, decise di trovare una strategia per riutilizzare macchinari e ingredienti natalizi anche nei mesi successivi. Nacque così la colomba: un dolce che sfrutta le medesime procedure di preparazione, rifinito da uno strato superficiale di mandorle. 

La preparazione classica prevede farina, burro, uova, zucchero, buccia d'arancia candita e le mandorle, ma negli anni ne sono state create numerose varianti.

In brevissimo tempo, grazie anche alla fama degli apprezzati panettoni del gruppo, la colomba si diffuse rapidamente tra i consumatori, diventando il dolce irrinunciabile odierno per la domenica di Pasqua.

La forma tipica sembra riferirsi alla tradizione cristiana: il volatile è un animale che ricorre frequentemente nelle scritture, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento.

Dall'arca di Noè alla Risurrezione di Cristo, la colomba nella religione è rappresentazione dello Spirito Santo, della speranza e della salvezza.

Oltre ai significati connessi al culto, in moltissime culture mondiali la colomba è universalmente accettata come il simbolo della pace e della prosperità.

Sebbene la paternità da parte dell'azienda Motta sia più che assodata, negli anni si sono sviluppate molte leggende sul conto della colomba pasquale. 

Proprio perché simbolicamente legata alla tradizione cristiana, non è da escludersi che nei secoli siano stati preparati degli alimenti, non necessariamente dei dolci, con questa forma. 

Risalire all'autenticità di questi racconti è, tuttavia, molto difficile. La prima interpretazione farebbe risalire la colomba alla zona di Pavia nel VI secolo: dopo l'assedio della città, al re longobardo Alboino sarebbe stato offerto un pane dolce dalle forme del pacifico volatile. 

Altre fonti narrano invece di un'origine relativa a San Colombano, da cui il dolce prenderebbe il nome.

Nel 600, il santo venne invitato con i suoi monaci alla corte della regina longobarda Teodolina. 

Questi pare rifiutarono un banchetto ricco di carni di selvaggina, per far penitenza pur non essendo un venerdì di quaresima.

Il santo, allora abate, per evitare che la regina potesse offendersi, avrebbe trasformato le pietanze servite in pani bianchi e candidi, dalle tipiche forme della colomba. 

Una terza leggenda, infine, farebbe risalire la colomba pasquale alla battaglia di Legnano del 1176: si racconta come tre colombe si posarono sopra le insegne longobarde, portando fortuna e vittoria all'esercito del Carroccio. 

Come è facile comprendere da questi brevi racconti, accertarne senza dubbio l'origine non è possibile, poiché intrisi di significati simbolici nonché di eventi anche soprannaturali. 

Va comunque sottolineato come queste colombe differiscano fortemente dalla ricetta degli anni '30 giunta praticamente intatta fino ai giorni nostri, un fatto che confermerebbe ulteriormente la nascita in quel di Milano agli inizi del secolo breve. 

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Le uova di Pasqua, storia e origini.

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Le uova di Pasqua, i dolci al cioccolato che oggi noi tutti conosciamo, si sono trasformate nel corso degli ultimi decenni in un vero e proprio simbolo di questa festa, con risvolti commerciali più o meno apprezzati. 

La scelta dell'uovo come simbolo della festa di Pasqua ha però origini molto più antiche, che ci portano a ripercorrere secoli di storia al fine di scoprirle.

Prima di giungere al significato della Pasqua e delle uova nella religione cristiana, è infatti necessario compiere un salto ancora più indietro nel tempo, fino alle antiche religioni pagane, dove il simbolo dell'uovo era correlato al significato della vita ed alla sacralità della terra stessa.

Le popolazioni antiche consideravano l'uovo come una rappresentazione dell'unione della terra con il cielo, che andavano a fondersi in un'unica creazione. 

Gli antichi Egizi attribuivano simbolicamente all'uovo la funzione di fulcro dei quattro elementi che costituiscono l'universo: terra, acqua, aria e fuoco. 

Nelle tradizioni pagane e mitologiche l'uovo si accompagna al significato di rinascita, in particolare con riferimento al sopraggiungere della primavera, periodo dell'anno in cui la natura rifiorisce dopo il lungo e sterile inverno ed in cui la terra rivive grazie ad una ritrovata fertilità: i campi possono essere nuovamente seminati nella speranza di ottenere ricchi raccolti.

Gli antichi romani sotterravano un uovo dipinto di rosso nei campi coltivati in modo da propiziarne la fertilità.

In seguito, il cristianesimo ha ripreso la simbologia legata all'uovo come simbolo di vita e di rinascita ricollegandola al significato stesso della festività sacra della Pasqua, in cui si celebra la risurrezione di Gesù Cristo e si rinnova la speranza nella vita eterna nei Cieli.

L'uovo racchiude una nuova vita al proprio interno, così come il sepolcro, concretamente vuoto, rappresenta in realtà la possibilità di una rinascita dopo la morte, verso la vita ultraterrena.

Quando e dove nacque l'abitudine di scambiarsi in dono delle uova in occasione della Pasqua?

A partire dal Medioevo l'uovo divenne un dono per la servitù. Nello stesso periodo le uova iniziarono ad essere decorate in occasione della Pasqua ed a simboleggiare dal punto di vista religioso la rinascita dell'uomo in Cristo.

La tradizione di scambiarsi in dono delle uova nel giorno di Pasqua ebbe inizio in Germania, ma già dal Medioevo iniziarono ad essere fabbricate delle uova artificiali da offrire in regalo.

Si trattava di uova realizzate mediante l'impiego di metalli preziosi, come l'oro, spesso riccamente decorate e commissionate dai sovrani agli artigiani affinché potessero essere donate durante la festa.

Non soltanto gli zar di Russia espressero la propria passione per le uova d'oro riccamente decorate, ma anche Edoardo I, re d'Inghilterra, tra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo decise di commissionare centinaia di uova d'oro da offrire in dono in occasione della festività pasquale. 

Le più spettacolari uova decorate destinate allo zar di Russia furono opera dell'orafo Peter Carl Fabregè, attivo a fine Ottocento. 

Ma è l'uovo di cioccolata quello che ha avuto la sua maggiore diffusione, soprattutto a partire dal XX secolo, e vanta il maggior consumo durante il periodo pasquale. E l'aggiunta, al suo interno, di un regalo è stata probabilmente la molla che ha fatto incrementare la sua popolarità in ambito commerciale, in particolar modo tra i più piccoli. 

Di fatti, fino a pochi decenni fa, la preparazione delle uova di cioccolato era di pertinenza di esperti artigiani cioccolatai, ma in tempi più recenti l'incremento della richiesta ha reso necessario un processo di tipo industriale.

Certo, le uova artigianali restano pregiate, ma la loro diffusione è nettamente inferiore rispetto a quelle commerciali. 

La fortuna delle uova commerciali è da collegarsi alla presenza, al loro interno, dei giocattoli più in voga al momento che, di fatto, trasformano le uova in meri contenitori di prodotti, togliendo loro tutto il senso intrinseco che possedevano un tempo. 

Così il cioccolato passa in secondo piano, così come la sua qualità. In alcune aree del mondo, però, la vera tradizione non è ancora stata persa e all'uovo di cioccolata viene ancora preferito quello classico della gallina; in modo particolare gli ortodossi, che vedono nell'uovo di cioccolata l'immagine di una mera strumentalizzazione consumistica della Pasqua.

La tradizione italiana prevede il consumo dell'uovo di cioccolato dopo il pranzo, anche se ora la forte influenza commerciale ha anticipato i tempi di diverse settimane. 

 

 

 

 

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Storia e origini della Pasqua.

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Per capire la storia della nascita e della celebrazione della Pasqua professata dalle due più grandi religioni monoteiste, il Cristianesimo e l'Ebraismo, dobbiamo fare un salto nel passato e andare a scandagliare i più remoti angoli della storia.

La Pasqua Cristiana glorifica il sacrificio del figlio di Dio, Gesù di Nazareth che, dopo essere stato crocifisso, risorge per liberare gli uomini dal peccato originale. 

La Pasqua Ebraica festeggia la liberazione del popolo giudeo dalla schiavitù dell'Egitto.

L'origine della Pasqua, secondo il Nuovo Testamento, risale alla crocifissione di Gesù, episodio che coincide con la vigilia della celebrazione di quella ebraica. 

I cristiani di origine ebraica onoravano la Resurrezione dopo la celebrazione della Pasqua semitica, mentre i cristiani di origine pagana la ossequiavano tutte le domeniche dell'anno. 

Da questa ambivalenza e confusione di festeggiamenti nacquero numerose controversie che terminarono nel 325 d.C. grazie al Concilio di Nicea, che stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l'equinozio di primavera. 

Nel 525 d.C. si stabilì che questa data doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile.

La Pasqua Cristiana.

La Pasqua cristiana è preceduta dalla Quaresima, un periodo di penitenza di quaranta giorni che va dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo

La Domenica seguente - la Domenica delle Palme - si ricorda l'arrivo del Messia in Gerusalemme e la sua passione.

Da qui inizia la Settimana Santa, durante la quale hanno luogo momenti liturgici ben precisi. 

Dal lunedì al mercoledì è il tempo della Riconciliazione, il giovedì mattina si apre con la Messa del Crisma, in cui vengono benedetti l'olio profumato (utilizzato nei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Ordine), l'olio dei Catecumeni e l'olio degli infermi. 

La sera del Giovedì Santo si svolge la Messa in Cena Domini in ricordo dell'ultima cena di Gesù, alla quale segue la processione al "sepolcro". 

Le ostie, che saranno utilizzate nella celebrazione del venerdì santo, vengono portate in un tabernacolo, il sepolcro, per essere adorate dai fedeli. 

I cristiani considerano il venerdì santo un giorno di contemplazione della passione di Gesù: è infatti in questo giorno che si svolge il rito della Via Crucis, che in maniera figurativa ripercorre l'ultimo giorno di vita del figlio di Dio. 

Questa giornata è, per tutti i fedeli, dedicata al digiuno, testimonianza del bisogno di partecipazione alla Passione e alla Morte di Cristo.

Il Sabato Santo è un giorno di riflessione e preghiera silenziosa. La notte tra sabato e domenica si svolge la Veglia Pasquale, durante la quale si leggono le promesse di Dio al suo popolo. 

Questa notte è scandita da quattro momenti: la Liturgia della luce (benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio pasquale); la Liturgia della Parola (nove letture), Liturgia Battesimale (canto delle Litanie dei Santi, preghiera di benedizione dell'acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi), Liturgia Eucaristica.

Il giorno di Pasqua si festeggia la resurrezione del Redentore.

I simboli della Pasqua.

Nelle celebrazioni liturgiche di Pasqua, tre elementi sorgono a simbolo di questa festività: il fuoco, il cero e l'acqua.

Ma facendo un piccolo passo indietro, nel periodo che precede le festività pasquali, la Quaresima, un elemento è fra tutti il protagonista: la cenere.

La cenere.

E' l'elemento che contraddistingue il primo giorno di Quaresima, periodo di penitenza, digiuno e carità, in preparazione della Pasqua.

La cenere viene sparsa sul capo dei fedeli nelle celebrazioni del mercoledì dopo martedì grasso, e vuole ricordare la transitorietà della vita terrena.

E' un monito che prepara alla penitenza per ricordare che "polvere tu sei e in polvere tornerai".

Secondo la tradizione, la cenere usata nelle celebrazioni del primo mercoledì di Quaresima, è ricavata dalla combustione di ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell'anno precedente.

Il fuoco.

Il fuoco è la somma espressione del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo e della vita sulla morte. Durante la ricorrenza pasquale, questo simbolo raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco nuovo e dell'accensione del cero. 

Nella notte di Pasqua, un fuoco viene accesso fuori dalla Chiesa, intorno ad esso si raccolgono i fedeli e proprio da questo fuoco viene acceso il cero pasquale.

Il cero.

E' il simbolo di Cristo, vera luce che illumina ogni uomo. La sua accensione rappresenta la resurrezione di Cristo, la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo e che, strappandolo alle tenebre, lo porta nel regno della luce assieme agli angeli. 

Dopo l'accensione del cero con il fuoco nuovo, una processione lo accompagna all'interno della Chiesa.

Questa processione di fedeli simboleggia il nuovo popolo di Dio, che segue Cristo risorto, luce del mondo.

L'acqua.

E' l'elemento che purifica ed il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. La notte di Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, il momento in cui il fedele viene incorporato alla Pasqua di Cristo, che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. 

Nelle altre domeniche in cui si compie questo sacramento, è come se si prolungasse e rinnovasse settimanalmente la domenica per eccellenza, la festa di Pasqua. 

 

 

 

 

 

 

 

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Pranzo di Pasqua 2017

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Il pranzo di Pasqua è celebrato in tutto il mondo come tradizionale simbolo di redenzione. 

Una splendida occasione vi aspetta domenica 16 aprile 2017 al Ristorante "Al Cortile" Grill House dove potrete gustare un menù speciale con alcune proposte di rivisitazione dei piatti legati alla tradizione

Il menù ha un costo di € 40,00 a persona (sono inclusi vino, acqua e caffè), mentre i bambini pagano solo € 20,00.

Come sempre vi offriamo un ambiente accogliente, raffinato e rilassante, cornice perfetta per trascorrere questa ricorrenza in compagnia della Vostra famiglia.

E' gradita la prenotazione al 328 754 2227.

L'intero staff coglie l'occasione per augurare a tutti Voi i suoi migliori auguri di una serena Pasqua sperando che la nostra proposta di menù sia di Vostro gradimento.

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