31 dicembre: le tradizioni di Capodanno.

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Scorpacciata di lenticchie, zampone e cotechino, intimo di colore rosso, baci e auguri sotto il vischio: allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre scatta il nuovo anno, ma anche l'ora delle tradizioni legate all'abbondanza e alla prosperità e, alle quali, gli italiani non vogliono per nessun motivo rinunciare.

Proprio l'augurio che il 2019 porti felicità e ricchezza sono i temi dominanti di tutte le principali tradizioni legate al Capodanno e, soprattutto, della credenza secondo cui mangiare lenticchie durante il Cenone di San Silvestro, porti soldi tutto l'anno.

Questa prima credenza popolare sembra avere origini molto antiche. Infatti gli Antichi Romani erano soliti consumarle offrendole in dono all'interno di una borsa di cuoio legata alla cintura, con l'augurio che si trasformassero in monete sonanti.

Partner indiscusso delle lenticchie al Cenone del 31 dicembre è lo zampone o, se si preferisce, il cotechino. Anche dietro la nascita di questa seconda tradizione gastronomica italiana c'è una storia molto curiosa e avvincente che risale al 1511, anno in cui le truppe di Giulio II assediarono la città di Mirandola, al tempo alleata della Francia.

Pur di non cedere ai nemici i pochi suini rimasti nelle campagne, gli abitanti di questa cittadina decisero di ucciderli tutti e, in seguito, un cuoco della zona ebbe l'idea di tritare la carne e miscelarla con spezie aromatiche. Completata quest'operazione, ripose il composto ottenuto nella pelle delle zampe anteriori dei maiali, allo scopo di poterlo conservare decisamente più a lungo e cuocerlo nel momento più opportuno.

Fu così che nacque lo zampone, classico cibo che siamo tutti abituati a vedere esposto negli scaffali dei supermercati e/o delle macellerie italiane in questo particolare periodo dell'anno.

Un capitolo a parte va riservato alla frutta che accompagna il cenone in famiglia e quella che proprio non può mancare sulle nostre tavole è il melograno, ritenuto simbolo di fedeltà e fecondità e, per questo, mangiarlo durante l'ultima notte dell'anno in compagnia del proprio partner, è simbolo di devozione e prosperità.

E, allo scoccare della mezzanotte, cosa c'è di meglio che concedersi una fetta di pandoro con un bel brindisi in famiglia? Anche quest'antica usanza risale all'Antica Roma quando gli avvelenamenti erano molto frequenti e, per questo motivo, durante un banchetto si faceva il brindisi con gli altri invitati affinchè un po' di vino passasse nel bicchiere dell'altro, scongiurando il rischio di rimanere avvelenati.

Oggi il brindisi è diventato un gesto comune e, il far tintinnare il proprio calice di spumante con quello di qualcun'altro, viene visto come un simbolo d'amicizia oltre che di buon auspicio. 

Anche il look a Capodanno ha le sue tradizioni storiche.

Ovviamente anche il look si conforma all'usanza in base alla quale, per l'ultimo giorno dell'anno, è d'obbligo indossare l'intimo di colore rosso abbinato a qualcosa di nuovo, di vecchio e di regalato. Questa prassi e l'uso del colore rosso, sembrano avere un importante valore simbolico, legato al fuoco.

Il fuoco e il rosso sono legati al ciclo del sole che con il 31 dicembre ricomincia la sua ascesa, donando alle persone nuovo calore. Indossare in quest'occasione qualcosa di rosso è quindi un'augurio, rappresentativo di un nuovo inizio, mentre indossare vestiti vecchi indica una continuità con il proprio passato e, infine, gli abiti nuovi o appena regalati sono l'auspicio di abbondanza per il futuro.

Ma dopo aver pensato tanto al cibo e al vestiario, se davvero volete rispettare la tradizione fino in fondo, dovete assolutamente acquistare un mazzo di vischio, appenderlo alla porta d'ingresso e, proprio allo scoccare della mezzanotte, baciarvi sotto questa pianta: un gesto che contribuirà ad aiutarvi a scacciare, durante l'intero anno, gli spiriti maligni dalla vostra abitazione. 

 

 

 

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Un Natale all'insegna della cucina Made in Italy si è da poco concluso.

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Quest'anno l'agroalimentare è una delle voci di budget più importanti che le famiglie italiane stanno destinando alle feste di fine anno, con una spesa complessiva di 4,8 milioni di euro per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno.

In questo particolare periodo di festività, la maggior parte della spesa alimentare è stata dedicata al pranzo di Natale che l'86% degli italiani ha voluto trascorrere a casa consumando un menù fortemente legato alla tradizione culinaria Made in Italy.  Lo dimostra il fatto che il 90% dei cittadini dello Stivale ha portato in tavola lo spumante, seguito dal panettone, che ha avuto maggior successo rispetto al pandoro. 

La frutta locale ha battuto notevolmente quella esotica o fuori stagione; ma la vera novità di quest'anno è stata l'arrivo nel piatto dei cosiddetti superfood, ai quali sono associate specifiche proprietà salutistiche. Più di un italiano su quattro li ha serviti in tavola con una tendenza positiva a riscoprire quelli della "nonna."

Qualche giorno fa si è anche assistito ad una fortissima attrazione verso il fai da te casalingo, con ben il 48% delle famiglie che ha preparato e cucinato in casa un dolce tipico natalizio. 

Per il Made in Italy alimentare è record storico sulle tavole delle festività anche all'estero con l'export di vini, spumanti, grappe e liquori, panettoni, formaggi e salumi, che solo per il periodo di Natale ha superato i 3,5 miliardi di euro.

Ad aumentare è anche il valore delle esportazioni di tutti i prodotti tipici delle festività natalizie, come, ad esempio lo spumante, i panettoni, i vini italiani, i salumi e i formaggi, le grappe e i liquori.

Tutto questo rappresenta un'ottima premessa per l'arrivo del 2018 che è stato proclamato l'anno internazionale del cibo italiano nel mondo, al quale l'Italia si presenta con la mappa dei tesori dell'economia locale che può contare su 5.047 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle varie regioni, ottenuti secondo il rispetto di regole tradizionali protratte a lungo nel tempo, 292 specialità DOP / IGP riconosciute a livello comunitario e 523 vini DOC / DOCG / IGT ma anche con il primato Green delle quasi 60.000 aziende agricole biologiche in Europa e la scelta di vietare le coltivazioni OGM a tutela del patrimonio della biodiversità. 

 

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