La voglia di cibo anima i sogni degli italiani anche di notte.

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E' proprio vero che gli italiani pensano alla passione per il cibo anche nei loro sogni notturni. A confermarlo, una ricerca Doxa condotta per Deliveroo (il servizio di food delivery che consente di gustare comodamente da casa i piatti dei propri ristoranti preferiti), che ha intervistato un campione di 1.000 connazionali indagando proprio i loro sogni notturni. 

Ciò che è emerso da questo interessante studio è che ben un italiano su cinque ha dichiarato di sognare sempre il cibo o comunque di fare sogni legati in qualche modo ad esso.

Questa curiosa tendenza riguarda soprattutto i più giovani (41% tra i 18 e i 24 anni) e gli abitanti del Sud Italia e delle isole (34%). Tra le pietanze più sognate dominano la pasta e la pizza per gli uomini (43%), mentre i dolci affollano i sogni delle donne. I cibi che risultano più distaccati sono la carne (22%), il pesce (16%) e i cibi stranieri o esotici (16%). 

Sognare cibo mentre si dorme è associato per oltre il 60% del campione ad uno stato d'animo di allegria, questo vale soprattutto per la giovane generazione (70%) e per gli adulti tra i 45 e i 54 anni. Segue il desiderio (50%) una sensazione provata soprattutto dai millennials (61%) e più distanziata è la passione (39% delle preferenze). Solo il 4% degli intervistati associa il cibo a stati d'animo negativi come la paura o la noia.

Ma qual'è il significato intrinseco del cibo nel sogno? Per la psicologa e psicoterapeuta Irene Bozzi pasta, pizza e dolci nella vita onirica come in quella reale, ci coccolano e ci consolano nei momenti di sconforto, assumendo un valore positivo, al pari dei cibi naturali.

Inoltre ogni alimento, può assumere nel sogno un valore simbolico personale, aiutandoci a superare ansie, frustrazioni, stress, tensioni o, più semplicemente, una delusione affettiva oppure la fine di una storia d'amore con il proprio partner. 

 

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Decalogo per una sana alimentazione a Pasqua.

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Mantenere un'alimentazione sana a Pasqua senza rinunciare alla tradizione è possibile? Con qualche piccolo accorgimento, si.

Ecco alcuni nostri consigli per vivere in serenità questa Pasqua, senza troppe rinunce e sacrifici, e allo stesso tempo mantenendo un'alimentazione equilibrata. 

Prima di tutto, anche in questa giornata particolare, cercare di rispettare comunque l'alimentazione mediterranea, in quanto è più bilanciata nelle quantità dei nutrienti: in poche parole, anche durante il pranzo pasquale cercate di assumere cereali, proteine e soprattutto le verdure.

Ovviamente senza eccedere. E' facile infatti, lasciarsi prendere la mano quando si mangia in compagnia. In un contesto di festa, come quello pasquale poi, fatto di ricchi menù con tante portate, questo è ancora più facile.

Bisogna, quindi, cercare di limitarsi nelle porzioni, assaggiando e gustando a pieno ogni piatto. Seguire la tradizione si, ma consapevolmente.

Moderate quindi il consumo di pietanze molto grasse, e soprattutto fate attenzione a non esagerare con l'olio: i piatti della tradizione pasquale ne sono molto ricchi. 

Contenete anche l'apporto dei carboidrati: se mangiate un primo di pasta, evitate il pane e le patate. Di norma è sempre buono seguire la regola delle 3 P, ovvero evitare di unire nello stesso pasto la pasta, il pane e le patate, in quanto tutti e tre gli elementi sono carboidrati complessi, cioè nutrienti che devono essere assunti in quantità contenute per non far alzare troppo la glicemia. 

Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), la quantità di carboidrati complessi ingeriti durante la giornata dovrebbe essere compresa tra il 45% e il 60% delle calorie totali assunte.

E i dolci? Non è Pasqua senza la classica colomba o uovo di cioccolato. Si possono mangiare entrambe ma per limitare i danni è meglio lontano dai pasti. 

E quale uovo? Tra cioccolata al latte e cioccolata fondente c'è poca differenza di calorie, ma tanta per la quantità degli antiossidanti: il latte neutralizza gli antiossidanti, rendendoli inefficaci per contrastare i radicai liberi nel nostro organismo. 

Inoltre le persone intolleranti al lattosio devono preferire senz'altro la cioccolata fondente per evitare i gonfiori e le coliche intestinali. 

Importantissime sono le verdure! Fate un piccolo sforzo perché sono fondamentali per molti motivi: oltre a vitamine e nutrienti, forniscono la fibra che limita l'assorbimento di zuccheri e grassi nel sangue rendendoci sazi, impedendoci di mangiare altri cibi.

Se possibile, evitate i fritti: già il pranzo della Pasqua è difficoltoso per la nostra digestione, per la presenza di molti cibi calorici, e andare ad aggiungere anche quelli fritti potrebbe comportare una notte insonne per i bruciori di stomaco.

Frutta sempre bene accetta, evitando però quella secca.

Altra regola fondamentale è quella di limitare bibite gasate ed alcoliche, aumentando invece l'acqua: in questo modo ci saziamo prima limitando l'introito calorico. Attenzione a non berne più di 500 ml durante il pasto, altrimenti rischiamo di rallentare la digestione.

Ultima, ma forse la più importante delle regole, è fare movimento. Dopo pranzo approfittiamo per fare una bella camminata all'aria aperta.

Le festività pasquali, infatti, non sono solo occasione per mangiare e stare in compagnia ma può diventare, visto che siamo entrati in primavera, un momento per fare una bella passeggiata all'aria aperta. 

 

 

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Torta Mimosa: il dolce della Festa della Donna.

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La Giornata Internazionale della donna è una celebrazione nata negli Stati Uniti per ricordare un gruppo di donne operaie morte l'8 Marzo 1908 in una fabbrica a seguito di una protesta per le pessime condizioni in cui erano costrette a lavorare. 

Simbolo di questa giornata è divenuta nel tempo la mimosa, un fiore caratterizzato da un profumo intenso e da fiori gialli riuniti in capolini sferici.

Il colore e la forma di questo fiore hanno ispirato l'origine della Torta Mimosa, che nasce senza aver nessun legame con la Festa della Donna.  Ad inventare questo dolce sembra sia stato un pasticciere italiano, Adelmo Renzi, proveniente da un paese in Provincia di Rieti, negli anni Cinquanta. 

Il debutto ufficiale della Torta Momosa sarebbe avvenuto a Sanremo, nel 1962, durante un concorso dolciario vinto dalla creazione di Adelmo Renzi. 

Il nome in realtà era stato scelto per omaggiare la città dei fiori: il suo inventore pensò di ricoprire l'intera superficie della torta con pezzetti di Pan di Spagna che potevano ricordare i piccoli fiori gialli. 

La ricetta autentica della Torta Mimosa non fu mai svelata, ma da quel momento venne associata con grande fortuna alla Festa della Donna.

Come si prepara la Torta Mimosa?

Per cucinare la Torta Mimosa è necessario come prima cosa preparare il Pan di Spagna, da utilizzare sia come base che come decorazione del dolce: la copertura dovrà ricordare i fiori della mimosa.

Per la farcitura, le varianti sono davvero molte, ma quella classica prevede la crema pasticciera: dovrete inoltre preparare anche la bagna al liquore e la panna montata. 

Le dosi si riferiscono a 6 persone circa.

Il Pan di Spagna.

Iniziate preparando il Pan di Spagna: mettete in una terrina i tuorli di 6 uova e 250 grammi di zucchero, che vanno mescolati energicamente.

Unite 300 grammi di farina setacciata a pioggia e una bustina di vanillina; incorporate delicatamente gli albumi e montate il tutto a neve: potete anche aggiungere la buccia grattugiata di un limone.

Imburrate e infarinate su una teglia a bordi alti, del diametro di circa 24 centimetri, informate a 180 gradi per circa 30 minuti. 

Una volta cotto, sfornatelo e lasciatelo raffreddare.

La Crema Pasticcera

Approfittate del tempo in cui cuoce il Pan di Spagna per dedicarvi alla preparazione della sua farcitura. 

In una casseruola mescolate quattro tuorli d'uovo con cinque cucchiai di zucchero, aggiungete 40 grammi di farina, la buccia di un limone grattugiata e una punta di vanillina.

Mettete sul fuoco 400 millilitri di latte e quando sarà quasi bollente versatelo a piccole quantità sul vostro composto, continuando a mescolare con la frusta.

A questo punto, mettete la casseruola sul fuoco, girando con un cucchiaio di legno.

A poco a poco, la crema inizierà ad addensarsi: toglietela dal fuoco e lasciatela raffreddare, continuando sempre a mescolare di tanto in tanto per evitare che si formi una pellicola sulla superficie.

Mentre aspettate che si raffreddi, montate a neve 250 grammi di panna fresca e poi amalgamatela alla crema pasticcera.

Per ottenere la bagna di liquore, fate sciogliere in un pentolino due cucchiai di zucchero insieme a 200 millilitri di acqua e due cucchiai di liquore.

L'assemblaggio della torta.

Non vi resta ora che assemblare la torta: prendete il Pan di Spagna e tagliate orizzontalmente la parte superiore, come se fosse un coperchio. Svuotate la base con molta cautela e tenete da parte la mollica.

Inumidite il Pan di Spagna spennellando la bagna al liquore, riempite la base con la crema pasticciera, senza finirla del tutto.

Chiudete la torta con la calotta del Pan di Spagna, anch'essa bagnata con il liquore; ricoprite tutta la torta con la crema pasticciera rimasta e poi decoratela con le molliche di Pan di Spagna, che andranno distribuite uniformemente in superficie, formando una soffice cupola. Lasciate la Torta Mimosa in frigo per almeno un'ora prima di servirla.

 

 

 

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