Il 2018 sarà l'anno del cibo italiano.

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Il 2018 sarà l'anno del cibo italiano. La proclamazione ufficiale è avvenuta in occasione della presentazione del protocollo d'intesa tra Coldiretti e il Ministero dei Beni Culturali e del turismo Dario Franceschini. 

Sarà un'occasione per promuovere e valorizzare le eccellenze gastronomiche Made in Italy che contribuirà a rafforzare ulteriormente l'immagine del nostro Paese nel mondo.

Il protocollo Mibact - Coldiretti prevederà il coinvolgimento attivo degli imprenditori agricoli le cui strutture sono legate ad attività di ricerca archeologica, con l'intento di promuovere una conoscenza delle testimonianze storiche venute in luce e del territorio, andando ad individuare adeguate forme di valorizzazione dei rinvenimenti intervenuti.

Oltre a questo, verrà portata condotta una intensa attività di mappatura e di monitoraggio delle aree agricole di interesse culturale, paesaggistico, storico e archeologico.

Il protocollo prevede anche l'utilizzo dei prodotti agricoli e agroalimentari tipici locali nell'ambito della ristorazione collettiva. Verranno realizzati anche nuovi percorsi turistici e didattici per far conoscere ai tanti turisti italiani e stranieri mete turistiche legate a produzioni agroalimentari tipiche e storicamente radicate nella tradizione culinaria italiana, sostenendo e promuovendo il turismo agroalimentare.

Grazie ad EXPO 2015 Milano l'Italia ha potuto rafforzare la promozione della cultura del cibo, inteso come strumento di democrazia e di uguaglianza, come chiave per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile del nostro Pianeta. Dedicare il 2018 al cibo Made in Italy significa mettere in risalto parole chiave come qualità, eccellenza e sicurezza che rendono davvero unici i nostri prodotti. Significa valorizzare il lavoro di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e produttori agricoli. 

Il mondo ha fame d'Italia. A confermarlo sono i dati dell'export in continua crescita, che ha ormai superato i 38 miliardi di euro, e i risultati molto positivi ottenuti dalla prima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, promossa in collaborazione con il Ministero degli Esteri e le Ambasciate di più di cento Paesi che hanno risposto con entusiasmo a questa iniziativa. 

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Latte, origine obbligatoria in etichetta.

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Da mercoledì 19 aprile arriva in Italia l'obbligo di inserire nelle etichette di tutte le confezioni dei prodotti lattiero - caseari l'origine della materia prima. 

Un'importante strumento che consente al consumatore di scegliere, senza più inganni, la provenienza di latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento ha completato il suo iter in Europa e in Italia e si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Gli obiettivi portati avanti dal Ministero delle Politiche Agricole e sostenuti fortemente da Coldiretti, sono quelli di combattere il falso "made in Italy" e permettere al consumatore finale di risalire al Paese di mungitura del latte, in modo da poter conoscere nel dettaglio le caratteristiche principali dei prodotti e poter decidere se acquistare quelli italiani o meno.

L'indicazione corretta.

Le etichette di tutte le confezioni di latte e prodotti lattiero - caseari devono indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato.

Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura "Origine del latte: Italia".

Novità in arrivo anche per pasta e riso.

La scorsa settimana il Ministro Martina ha annunciato la firma del decreto per sperimentare l'origine dei prodotti a base di riso nell'etichetta. Oltre all'obbligo dell'origine, l'Italia chiederà a Bruxelles l'attivazione di una clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni di riso nei Paesi che godono del sistema tariffario a dazio zero nonostante utilizzino in maniera intensiva pesticidi vietati da anni dall'Unione Europea e sfruttino il lavoro minorile.

Al via anche un piano straordinario per la promozione e l'informazione sul riso italiano; misure necessarie per difendere un settore in cui l'Italia è il primo produttore europeo, grazie alla coltivazione su un territorio di 234.300 ettari, per una produzione di 1,58 milioni di tonnellate realizzata grazie a 4.300 aziende risicole e circa 100 industrie risiere per un volume d'affari di circa 1 miliardo.

Si aspetta inoltre da Bruxelles il via libera sull'obbligo di indicare l'origine del grano impiegato nella pasta.

Ad oggi, i cibi con l'indicazione obbligatoria in Italia sono:

  • carne di pollo e derivati;
  • carne bovina;
  • frutta e verdure fresche;
  • uova;
  • miele;
  • passata di pomodoro;
  • pesce;
  • olio extravergine d'oliva.

 

 

 

 

 

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