Starbucks: la storia dell'uomo che l'ha portata al successo.

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Dici Starbucks e pensi subito ad Howard Schultz. E' stato proprio lui a portare al successo planetario una sconosciuta torrefazione di Seattle, riuscendo a trasformare in breve tempo il rapporto degli esseri umani con il caffè.

Figlio della classe operaia e cresciuto nelle case popolari di Brooklyn, Schultz ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza della povertà nella sua infanzia. Un terribile infortunio ha immobilizzato il padre che, non disponendo di un'assicurazione sanitaria, privò per qualche tempo la famiglia dal reddito.

Entrato grazie ad una borsa di studio conquistata per meriti sportivi alla Northern Michigan University, Schultz decide di sottoscrivere un prestito d'onore e, per vivere, si trova costretto a fare diversi lavori fra cui quello di barista.

Dopo aver conseguito la laurea, trascorre un anno sabbatico in un hotel sulle montagne del Michigan meditando su cosa fare del suo futuro e alla fine un'occupazione alla Xerox, lo riporta nella sua amata New York. Tre anni più tardi, accetta di lavorare per Hammarplast, una società di prodotti per la casa di cui diventerà vice presidente e general manager alla guida di una rete vendita. 

E' stato proprio lavorando per quest'azienda che Scultz entra in contatto con Starbucks: la piccola torrefazione di Seattle, ha catturato la sua attenzione grazie ad un ordine di grosse dimensioni per caffetterie all'americana. Rimasto profondamente colpito dalla determinazione dei fondatori a voler investire in un prodotto di nicchia, Howard Schultz decide di partire per incontrarli. Un anno più tardi, diventa il loro direttore marketing e retail. 

Ma la vera svolta, in realtà, arriva dopo un viaggio di lavoro a Milano, dove Schultz ha potuto constatare il rapporto personale fra i baristi della città e i propri clienti. Folgorato dall'idea di replicare qualcosa di simile, prova a convincere i fondatori di Starbucks a trasformare la torrefazione in una caffetteria all'italiana, ma i proprietari non accettano la sua proposta. 

E' così che decide di perseguire l'idea in proprio con l'insegna "Il Giornale", ma presto si rende conto che necessita di 1,6 milioni di dollari per far decollare la formula. Anche questa volta Schultz non si abbatte e, l'anno successivo, l'aspirante imprenditore si dedica ad un'intensa attività di raccolta fondi

Nell'agosto del 1987, dopo appena due anni di attività, "Il Giornale" acquisisce le caffetterie Starbucks per 3,8 milioni di dollari e Schultz ne diventa il CEO. Cinque anni più tardi, con una catena di 165 caffetterie, Starbucks sbarca a Wall Street chiudendo l'anno con un giro d'affari da 93 milioni di dollari. 

Attualmente Starbucks possiede oltre 27.000 location sparse per il mondo, diventando famosa in tutto il mondo per i suoi caffè e dolci, ma anche per la possibilità di sedersi ad un tavolo e usare il Wifi gratuitamente. La catena di caffetterie ormai è diventata il luogo simbolo degli aspiranti scrittori che trascorrono giornate intere tra i comodi divanetti alla ricerca di un'ispirazione per un loro nuovo libro, sorseggiando un fracappuccino o un pumpkin spice latte

Starbucks sbarca a Milano.

L'arrivo di Starbucks a Milano è stato possibile solo attraverso Antonio Percassi, un ex calciatore dell'Atalanta e del Cesena, oggi diventato un potente distributore commerciale attraverso una rete di centri molto efficace. Il locale milanese, inaugurato proprio qualche giorno fa, ha sede nello storico ex palazzo delle Poste in piazza Cordusio.

Sono 300 i dipendenti che ci lavorano, alcuni dei quali in difficoltà, provenienti da comunità di recupero, lavoratori appartenenti alle categorie protette etc. Il vero protagonista della roastery è il caffè, che viene lavorato in ogni sua fase direttamente nel locale al cui centro campeggia una grande macchina tosatrice.

Lo store si sviluppa tutto attorno, in un bancone backery con i prodotti del panificio Princi di Milano, nella zona dove viene preparato e servito il caffè, dall'espresso, all'americano, fino alle estrazioni più sofisticate. 

Nella zona reserve roastery i clienti possono assaggiare i migliori caffè riserva della giornata e infine, nella parte alta del locale, è presente un ampio bar dove si può bere un aperitivo comodamente seduti su un bancone realizzato in marmo di Carrara