L'origine e i Dolci Tipici del Carnevale.

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La parola "Carnevale" deriva dall'espressione "Carnem levare" con cui, nel Medioevo, si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima, sino al Giovedì Santo prima della Pasqua. Il Carnevale nel calendario liturgico cattolico / romano, si colloca tra l'Epifania (6 gennaio) e la Quaresima.

Le prime testimonianze documentate di questa festività risalgono all'epoca medievale e parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato godimento di pietanze, bevande e piaceri sensuali. Questo periodo coincide anche con l'inizio dell'anno agricolo, un chiaro indizio che permette di poter collegare il Carnevale alle feste greche di impronta dionisiaca e a quelle romane dei Saturnali, festeggiamenti solenni in onore del Dio Saturno, durante i quali si aveva una temporanea sospensione del rapporto che intercorreva tra servo e padrone.

Proprio durante il Medioevo questa ricorrenza inizia ad assumere connotazioni più precise, tanto da essere definita " la festa dei folli". Nell'età della Controriforma, il Carnevale ha incontrato varie resistenze da parte sia della Chiesa, sia di diversi ordini religiosi. Questo però, fu anche il periodo in cui le compagnie dei guitti più fortunate, riuscirono a salvarsi dalla censura ecclesiastica anche grazie alla protezione ricevuta dai potenti, mentre quelle meno abbienti furono costrette a spostarsi di piazza in piazza, di città in città, per poter mettere in scena i propri costumi e i propri drammi cavallereschi. 

Nel Cinquecento, gli attori in maschera più affermati sono tenuti e obbligati a mettere la loro arte al servizio dei mecenati, esibendosi davanti ad una corte di una èlite privilegiata ed organizzando spettacoli nelle suntuose sale dei palazzi rinascimentali, nei giardini principeschi e nelle regie dei magnati.

In questo periodo il Carnevale è una prerogativa dei nobili, che prende rapidamente piede in tutta Italia, favorendo la nascita e lo sviluppo di splendide scenografie, maschere regionali e la diffusione di compagnie girovaghe.

Fu nel Seicento che il Carnevale divenne una festa popolare e le varie maschere della Commedia dell'Arte, adattarono il linguaggio dialettale - popolare della loro regione d'origine (es. il servo Pulcinella rappresenta Napoli, il servo Arlecchino la regione bergamasca).

Le ricette tradizionali del Carnevale di Venezia: frittelle, galani e castagnole.

Oggi i tradizionali dolci del Carnevale di Venezia sono sempre più diventati famosi in tutto il mondo: frittelle dolci, galani e castagnole sono le tipiche ricette del Carnevale, apprezzate molto sia dai turisti, sia dagli stessi veneziani e italiani.

L'origine di queste prelibatezze è antichissima e le numerose varianti presenti attualmente rappresentano un'affascinante testimonianza storica delle diverse tradizioni che hanno seguito nei secoli avvenire le ricette dei dolci originali di Carnevale.

Le Frittelle.

Tra le tante ricette di Carnevale, da sempre indiscusse regine sono le frittelle, diffuse oggi in tutta la Regione del Veneto: oltre alla tradizionale frittella alla veneziana, ne esistono notevoli varianti che prevedono l'aggiunta di frutta, fiori, ortaggi, erbe cipolline, riso e polenta.

Durante la Repubblica di Venezia, le frittelle venivano prodotte solo dai fritoleri: nel XVII secolo, questi si unirono in un'associazione che garantiva a chi ne faceva parte la successione per i propri figli e l'esclusività per la produzione in una determinata area.

La corporazione rimase attiva fino alla caduta della Repubblica di Venezia, ma l'arte dei fritoleri scomparve ufficialmente da Venezia solo alla fine dell'Ottocento.

Si narra che i fritoleri fossero soliti impastare le frittelle per poi friggerle in padelle con olio, grasso di maiale o burro. Una volta pronte, venivano successivamente cosparse di zucchero e sistemate su grandi piatti con a fianco gli ingredienti usati per la loro preparazione (uova, farina, zucchero, uvetta, pinoli) allo scopo di sottolinearne la loro genuinità.

I Crostoli o Galani.

La ricetta dei Crostoli è ancora più antica di quella delle frittelle. I Galani sono delle sfoglie di pasta a base di uova, farina, zucchero e burro che vengono tagliate a strisce e fatte friggere nell'olio bollente.

Una volta cotte, quando diventano più croccanti, si fanno asciugare e si cospargono di zucchero a velo. Questa ricetta è molto antica e si presume che risale all'epoca dei Romani, proprio per questo, i crostoli si ritrovano oggi un po' in tutta la Penisola seppur con diverse varianti e nomi (chiacchiere, bugie, frappole, crostoli). 

Le Castagnole.

Le Castagnole sono una variabile delle frittelle; sono più piccole e dorate, presentano un impasto più consistente delle frittelle e, solitamente, non hanno particolari ripieni o farciture di alcun tipo.