Gli italiani e il consumo di caffè: quando, dove e come lo bevono.

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Era il lontano 1645 quando in Italia, a Venezia, nacque la prima caffetteria del vecchio continente: da allora il caffè si è diffuso ad una velocità sorprendente.

Inizialmente conosciuto ed apprezzato solo presso le classi nobili e agiate, il coffee è diventato presto un'abitudine di consumo per tutti, basti pensare che l'Europa ne è oggi il primo consumatore al mondo e che il 97% delle persone italiane beve in media quattro caffè al giorno, in genere due a casa e due in ufficio o al bar, distribuiti in tre particolari momenti della giornata: a colazione, a metà mattina e dopo i pasti.

Secondo recenti indagini, la maggior parte delle donne ne sospende il consumo nella seconda metà del pomeriggio, mentre gli uomini al contrario continuano a berlo fino a tarda sera.

Nel nostro Bel Paese esistono notevoli differenze - soprattutto tra Nord e Sud Italia - per quanto riguarda il gusto e le modalità di consumo di questa speciale bevanda che sono molto legate a diversi aspetti e differenze culturali legate al rituale giornaliero del caffè, andando così ad influenzare le caratteristiche della miscela, le modalità di preparazione, la corposità, l'aroma e il sapore finale del caffè.

Al Nord Italia si prediligono miscele fini e più delicate, fruttate, leggermente acide dal retrogusto dolce, con una tostatura media e una prevalenza di caffè di qualità Arabica, provenienti dal Centro America.

Per quanto riguarda la preparazione, si consuma l'espresso zuccherato. Chi ordina il caffè macchiato lo predilige quasi sempre servito con il latte caldo, oppure con l'aggiunta di latte e cacao. 

Al Sud Italia, invece, si ama bere un caffè più forte, cremoso, rotondo e dal retrogusto deciso, con una punta spiccata di amaro. Proprio per questo ultimo motivo, le miscele contengono caffè di qualità Robusta e presentano un colore di qualità molto scuro.

Il più richiesto è l'espresso ristretto, servito in tazzine riscaldate, di solito zuccherato e accompagnato da un bicchiere di acqua fredda per sopportarne meglio l'elevata temperatura e amplificarne il gusto e la sua persistenza. Al Centro Italia si preferisce invece il caffè ristretto, a volte macchiato. 

Ma l'eccellenza del caffè in Italia ha una punta di diamante anche nelle torrefazioni che ogni anno investono nella scelta e nell'acquisto dei migliori sacchi di semi crudi che vengono poi cotti in forni tradizionali a tamburo oppure in quelli a convezione d'aria e, infine, confezionati poi in chicchi pronti per l'uso.

Le torrefazioni italiane si classificano al secondo posto al mondo per volumi di caffè in grani torrefatto ed esportato in gran parte nei paesi del Nord Europa.

Oggi nel nostro territorio nazionale sono presenti più di 3.000 imprese tra torrefazioni e commercio al dettaglio di caffè torrefatto in Italia, che danno occupazione ad oltre 9.000 persone.