La storia della pizza.

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La pizza ha origini antichissime. Già 3.000 anni fa possiamo trovarla nell'antico Egitto: la popolazione era solita mangiare una schiacciatina per festeggiare il faraone.

In Grecia venivano mangiate focacce di vario tipo, mentre i romani erano soliti cucinare focacce di farro.

Il termine pizza deriverebbe da "pinsa", participio passato del verbo latino "pinsare", che significa pestare, schiacciare, il nome verrebbe quindi dalla sua forma.

La storia della pizza nasce a Napoli intorno al 1600, dall'innegabile ingegno culinario meridionale, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure nella versione più ricca, con caciocavallo e basilico.

Anche se ben presto l'olio si sostituì allo strutto, l'avvento della pizza moderna, avviene nel corso del Settecento con la scoperta del pomodoro. Importato dal Perù in Europa dai colonizzatori Spagnoli, fu adoperato prima come salsa cotta e successivamente utilizzato come condimento per la pizza. Dopo le iniziali diffidenze, il pomodoro fece il suo ingresso nella cucina italiana e, in particolare, in quella napoletana.

Nel Settecento la pizza a Napoli si mangia soprattutto per strada ed è preparata da umili venditori per una clientela altrettanto umile. Ha vantaggi insuperabili: è nutriente, appetitosa, costa poco per chi la vende e per chi la compra ed è pratica, rimanendo gradevolmente calda senza scottare, piegata in quattro "a libretto".

Dalla metà del Settecento, la pizza viene poi cucinata nei forni al legna delle botteghe (che fungono anche da abitazione) e venduta in banchi all'aperto o lungo le strade e i vincoli della città.

E' a cavallo fra settecento e ottocento che comincia ad affermarsi l'usanza di mangiare la pizza oltre che a casa o per strada, anche presso i forni in cui è preparata.

E' la nascita e la diffusione in Campania della pizzeria nella forma che oggi tutti conosciamo, con i suoi inconfondibili caratteri fisici ed ambientali: il forno a legna, il bancone di marmo dove viene preparata la pizza con gli ingredienti per la sua farcitura in bella mostra, i tavoli dove i clienti la gustano, l'esposizione esterna delle pizze da vendere ai passanti.

La prima pizzeria napoletana, la pizzeria Port'Alba, nacque nel 1830 ed è molto conosciuta ancora oggi. 

Incomincia l'era della pizza moderna: a Napoli e anche in America. Verso la fine dell'ottocento la pizza col pomodoro e la mozzarella arriva fino in America grazie agli italiani che emigrano a New York e viene fatta esattamente come come a Napoli. Dopo che i pizzaioli napoletani avevano diffuso svariate qualità di pizza tra la popolazione, si ha la sua approvazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli di Re Umberto I e della Regina Margherita.

La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo di quell'epoca, realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della Regina Margherita ed i cui colori richiamavano il tricolore italiano.

La sovrana apprezzò così tanto quest'ultima da volerne ringraziare ed elogiare il suo artefice per iscritto; l'unico modo per contraccambiare questo gesto da parte del pizzaiolo, fu quello di dare il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora ad oggi per tutti si chiama "Pizza Margherita". 

E' solo con il boom industriale degli anni 1960, dopo la seconda guerra mondiale, che la pizza lascia i confini dell'Italia meridionale per diffondersi nel resto della penisola italiana: nel triangolo Milano, Torino, Genova, migliaia di emigranti si spostano con le loro famiglie portando con sè i propri usi e costumi e i napoletani incominciarono a fare le prime pizze per i compaesani e via via, con il successo ottenuto, anche per la gente del posto.

Anche per chi emigrò all'estero, principalmente in America, portò con sè il segreto della pizza: lì la prelibatezza napoletana fu costretta ad adeguarsi all'assenza di uno degli ingredienti chiave, la mozzarella, che fu sostituita dal formaggio americano riuscendo, nonostante tutto, a raggiungere l'apice del suo successo anche oltreoceano.

Oggi, dal 1989, con la caduta del Muro di Berlino, si assiste ad una nuova migrazione della pizza, verso l'Europa dell'Est, la Russia, la Polonia, l'Ungheria, il Medio Oriente, il Giappone e persino la Cina. 

Ma la sua patria rimane orgogliosamente l'Italia e in particolare Napoli!